menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Un «Carro dei sogni» per viaggiare nella fantasia (e nei problemi) dei giovani

9 0
yesterday

Un «Carro dei sogni» per viaggiare nella fantasia (e nei problemi) dei giovani

LA PROPOSTA. L’azione educativa di Aeper e dei Comuni di Almè e Villa d’Almè rivolta al mondo degli adolescenti.

Accedi per ascoltare gratuitamente questo articolo

«Com’è labile il confine tra realtà e immaginazione» dice l’artista iraniana Shirin Neshat nel video che presenta l’installazione artistica «The land of Dreams». «Il Carro dei sogni», azione educativa costruita da Aeper con i Comuni di Almè e Villa d’Almè e rivolta agli adolescenti, si ispira proprio a quest’opera, partendo da una materia delicata e poetica per intrecciare i fili dell’ascolto e della cura. Si parte da una raccolta di sogni dei ragazzi per costruire nuovi legami di comunità, più attenti a comprendere e accogliere - senza giudicare - fragilità, desideri, bisogni.

Il «Carro» è un comune pulmino a nove posti che educatori e ragazzi, con il contributo di tanti soggetti diversi, hanno trasformato in qualcosa di molto più affascinante: un rifugio dove entrare, sostare, lasciarsi avvolgere dalla meraviglia. L’interno al primo impatto è buio, poi, quando lo sguardo si abitua, compare un cielo pieno di stelle proiettato sul soffitto. Chi entra si toglie le scarpe, si siede su un tappeto morbido di erba sintetica, appoggia la schiena a un cuscino, e ascolta. Una voce dipinge in modo suggestivo una galleria di sogni: un nonno morto due anni fa che torna a sorridere, una figura nera senza volto entrata in classe al posto del professore, e molto altro ancora. Fuori, in strada, la vita continua come sempre. Dentro, per qualche minuto, adolescenti che nessuno conosce parlano di paura, emozione, dolore e coraggio.

Questo progetto offre l’opportunità di trasformare l’ascolto in un gesto pubblico e condiviso. Tutto è iniziato qualche anno fa, con un progetto di «educativa di strada» che Aeper porta avanti dal 2020 ad Almè e, più di recente, anche a Villa d’Almè. Lo spunto è arrivato, come racconta Chiara Castellini, una delle educatrici, «da un gruppo di adolescenti che frequenta il territorio e da alcune difficoltà legate all’uso e alla condivisione degli spazi». Un lavoro di presenza, prima ancora che di proposta concreta: prima di tutto stare per strada, farsi riconoscere, costruire fiducia.

La partecipazione dei giovani

A maggio dello scorso anno è nata una nuova idea. In équipe si parlava del lavoro dell’artista iraniana Shirin Neshat, che nella sua ricerca fotografica e video ha usato la raccolta dei sogni come strumento espressivo. Da una chiacchierata è scaturita un’intuizione: perché non provare a raccogliere i sogni degli adolescenti incontrati in strada? «Siamo partiti - spiega Chiara - con l’idea........

© L'Eco di Bergamo