La frattura tra Israele e l’Europa si allarga
Il luogo e il giorno sono carichi di significato: il 14 aprile Benjamin Netanyahu ha preso la parola davanti al memoriale di Yad Vashem, a Gerusalemme, nella giornata dedicata alla memoria della shoah in Israele. Il suo discorso, molto politico, ha preso di mira principalmente l’Europa.
Il primo ministro israeliano, impegnato su più fronti simultaneamente e ricercato dalla giustizia internazionale per i crimini di guerra commessi a Gaza, non ha misurato le parole. “L’Europa, che ha dimenticato molte cose dai tempi dell’olocausto, deve imparare molto da noi, a cominciare dalla distinzione tra bene e male, che davanti alle avversità ci obbliga a fare la guerra per il bene, per la vita”.
“Dopo la seconda guerra mondiale l’Europa aveva giurato di difendere il bene”, ha proseguito Netanyahu, “ma oggi è corrosa da una profonda debolezza morale. Per questo sta perdendo il controllo della sua identità, dei suoi valori e del suo impegno........
