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La storia della Democrazia Cristiana è la storia delle sue correnti, cuore e declino del partito

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21.08.2026

Guido Bodrato, l’ultimo “maestro” del cattolicesimo democratico sosteneva con forza e convinzione che “la storia della Dc è la storia delle sue correnti”. E in effetti, la riflessione dello storico leader piemontese della sinistra sociale della Dc coglieva nel segno. Per svariate motivazioni che cerco di richiamare in questa breve riflessione. Innanzitutto il modello organizzativo della Democrazia Cristiana.

L’organizzazione per correnti – “di potere” e “di pensiero”, per dirla con una felice ed efficace espressione di Carlo Donat-Cattin – rispondeva ad un preciso modello democratico e partecipativo. La presenza delle correnti era un antidoto formidabile alla personalizzazione della politica ad un lato e ad una eccessiva concentrazione di potere dall’altro. Certo i leader e gli statisti esistevano nella Dc. Eccome se esistevano nella Democrazia Cristiana. Ma il modello delle correnti organizzate garantiva una leadership diffusa del partito. A livello nazionale come a livello locale. E questo perché il mosaico delle coerenti era variegato, composito, articolato e plurale. Nessuno poteva ergersi definitivamente ed irreversibilmente al di sopra degli altri, perché c’era sempre un contropotere che lo fermava e lo limitava.

Va detto subito, però, che le correnti della Dc non sono neanche lontanamente paragonabili alle bande o ai gruppi di solo potere che albergano anche oggi nei pochi partiti non personali che sono rimasti nel nostro paese. E questo per una ragione persino troppo semplice da richiamare. E cioè, le correnti della Dc erano al loro interno democratiche. Ogni scelta politica da intraprendere veniva discussa e filtrata dalle rispettive correnti. Prima a livello locale e poi sul versante nazionale. Certo, il cosiddetto “capo corrente” – di norma un leader e uno statista nazionale – aveva un peso. Eccome se ce l’aveva. Ma anche il capo corrente si doveva misurare concretamente attraverso il confronto e il dibattito politico che caratterizzava la “sua” corrente. Corrente che non era un monopolio assoluto di chi la rappresentava sul versante........

© Il Riformista