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Bagliori del Nord. Pittura fiamminga e olandese tra Cinque e Seicento e la sua fortuna in Piemonte, alla Pinacoteca Albertina di Torino.

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08.01.2026

La mostra “Bagliori del Nord” dedicata alla pittura fiamminga e olandese tra Cinque e Seicento e la sua fortuna in Piemonte, a cura di Alberto Cottino e Serena D’Italia, alla Pinacoteca Albertina di Torino è visitabile fino al 3 maggio 2026.

I dipinti donati alla Regia Accademia Albertina nel 1828 dall’arcivescovo Vincenzo Maria Mossi di Morano costituiscono – insieme ai cartoni gaudenziani giunti all’istituzione pochi anni dopo per volontà di Carlo Alberto – uno dei nuclei fondativi delle collezioni dell’attuale Pinacoteca. Dopo due significative stagioni di studi, negli anni Trenta e poi negli anni Ottanta del Novecento, la collezione Mossi di Morano non è più stata oggetto di indagine approfondita, nonostante si siano conservati importanti fondi documentari relativi alla famiglia che la creò. Oltre alle opere di Filippo Lippi, Francesco Francia, Bartolomeo Cavarozzi, Mattia e Gregorio Preti e di molti altri artisti italiani di primo piano, nella collezione Mossi di Morano si conserva un gruppo significativo di dipinti fiamminghi e olandesi databili tra XVI e XVII secolo, probabilmente pervenuto alla famiglia in epoca molto antica, già entro la fine del Seicento.

La fortuna della pittura nordica in Piemonte ha radici molto antiche: grazie alla fitta rete di scambi economici e commerciali che legava vivaci centri mercantili come Chieri, Asti, Casale e Mondovì alle Fiandre, giunsero precocemente nelle chiese del nostro territorio alcuni grandi capolavori dell’ars nova fiamminga, oggi disseminati nei più importanti musei europei.

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