Beethoven e la voce inaudita della Grande fuga che ci sorprende ancora
Nel marzo del 1826 la prima esecuzione del Quartetto op.130, una delle più alte rappresentazioni del mistero che avvolge il tardo stile beethoveniano. A 200 anni da allora, stasera al Parco della Musica di Roma l'opera verrà riproposta per la stagione da camera dell’Accademia di Santa Cecilia
Beethoven portò la sinfonia all'altezza del cielo. Duecento anni fa la Nona
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Ecco perché Il dna di Beethoven non spiega le sue abilità musicali
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Kafka, Dickinson, Gauguin, Wilde. Cime incomprese
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Duecento anni fa, nella Vienna che già da tempo era indiscussa capitale dell’arte musicale, Beethoven, giunto al culmine del suo itinerario creativo, concepiva alcune tra le opere più rivoluzionarie della storia della musica. Nel marzo del 1826 si dava la prima esecuzione del Quartetto op.130, strutturato in sei movimenti e contenente la celeberrima Grande fuga che, generando attonita meraviglia per il carattere enigmatico e il linguaggio inaudito, rimane come una delle più alte rappresentazioni del mistero che avvolge il tardo stile beethoveniano. Tali furono le perplessità che questo sbalorditivo finale destò nel pubblico che, non senza remore, l’editore che si occupava della partitura persuase Beethoven – in genere estremamente........
