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Il terzismo che non c’è

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14.09.2019

Scrive ad esempio @antoniopolito1: “Ma come fanno Manlio Di Stefano e Ivan Scalfarotto ad essere entrambi sottosegretari agli Esteri?”, “E come fanno Laura Castelli e Pier Paolo Baretta ad essere entrambi sottosegretari al Tesoro?”. E non è che la domanda non sia pertinente, non è che gli si possa dar torto. Soltanto che, a leggere due volte, è un po’ troppo facile. E’ chiaro a tutti che il governo dello stato di necessità non sia un dream team, e molti dei sottosegretari vi hanno aggiunto un tratto di ridicolo. Le contraddizioni si vedono a occhio nudo. Il Signore di Lapalisse, in fondo, era un terzista per bene. Al governo di necessità si può essere legittimamente contrari; ma preso atto che esiste, si dovrebbe fare uno sforzo per spostare il punto di osservazione. Togliersi dal terzo piano. Del resto Antonio........

© Il Foglio