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Il raduno di Firenze lancia la campagna dei riformisti. Da Petruccioli a Enzo Bianco, fino a Lella Paita e Claudia Mancina: il centrosinistra parte da Vassalli e smonta le fake news sul referendum

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La sala della Palazzina Reale, accanto alla stazione di Santa Maria Novella a Firenze, è gremita. «È chiaramente una situazione che ci è esplosa in mano», dice nell’intervento introduttivo Carlo Fusaro, presidente del Comitato scientifico di Libertà eguale. “La sinistra che vota sì” evidentemente c’è, e si fa sentire. E l’atmosfera carbonara di questa reunion, a poco più di due mesi dal referendum sulla separazione delle carriere, testimonia lo spirito battagliero di chi difende una riforma della giustizia scritta sì dall’attuale governo di centrodestra ma che in fondo anche la sinistra ha sempre desiderato. E che anzi aveva messo pure lei nero su bianco, come spiega lo stesso Fusaro.

«Non è facile spiegare ai cittadini le ragioni per votare Sì, perché non è una riforma della giustizia ma dell’ordinamento giudiziario - dice Fusaro - ho imparato da mio padre magistrato le ragioni della separazione delle carriere, che mi insegnò che una cosa è il giudice e un’altra il pubblico ministero». È poi Augusto Barbera a prendere la parola. «La nostra Costituzione prevede strumenti di democrazia rappresentativa e di democrazia diretta e i secondi chiamano i cittadini a pronunciarsi direttamente sulle singole questioni - spiega l’ex presidente della Corte costituzionale - al referendum non si vota a favore o contro Giorgia Meloni, quello si farà alle Politiche. Molti cattolici nel 1974 votarono per il No in dissenso alla Dc e contribuirono a un passaggio di civiltà del nostro ordinamento. Lo stesso avvenne con il referendum sulla scala mobile ma anche nei referendum del 1971 e del 1993, che non videro schierati i partiti secondo gli schieramenti politici tradizionali».

Il punto, sottolinea Barbera, è spingere nel merito delle questioni.........

© Il Dubbio