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Il governo monopolizza le indagini sulla morte della 37enne uccisa dagli agenti dell'Ice. Ma il presidente rilancia: "Atto di autodifesa"

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09.01.2026

«La falsa narrazione dell’amministrazione Trump sulla sparatoria di questa settimana e la demonizzazione della vittima sono solo una parte di una menzogna più grande. Vuole far credere al pubblico americano che la repressione pesantemente militarizzata dell’Ice in questo paese sia un tentativo di garantire la sicurezza di città come Minneapolis. Non lo è. Si tratta di diffamare non solo gli immigrati, ma tutti coloro che li accolgono e il loro contributo alle nostre comunità. Difendendo la menzogna su questa sparatoria chiaramente evitabile e rifiutando di consentire alle autorità del Minnesota di indagare sul crimine, l’amministrazione sta inviando un messaggio all’intero paese: se vi schierate per i vostri vicini immigrati, o anche solo se siete presenti quando quei vicini vengono rapiti, i vostri diritti non saranno tutelati dalla legge e la vostra vita sarà a rischio». A firmare questo duro atto d’accusa è Jacob Frey, sindaco di Minneapolis, che dopo l’uccisione della 37enne Renee Nicole Good per mano di un agente dell’Ice, sfida apertamente Donal Trump dalle colonne del New York Times.

Le sue parole segnano una rottura profonda. Un braccio di ferro che va ben oltre lo scontro politico già visto tra la Casa Bianca e gli Stati a guida democratica. Come dimostra anche l’insolita mossa del governatore dem del........

© Il Dubbio