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Il Garante campano Ciambriello denuncia la tragedia silenziosa dei detenuti psichiatrici: un’emergenza nazionale

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08.01.2026

Il giorno dell'Epifania, mentre fuori le città si svuotano dei festeggiamenti e le famiglie si preparano a riporre gli addobbi, dentro le mura del carcere di Secondigliano il tempo sembra essersi fermato in una dimensione diversa. Nel reparto di articolazione psichiatrica, l'odore di polvere e disinfettante si mescola per un attimo a quello di un pranzo di festa, un rito che tenta di riportare un briciolo di umanità laddove la sofferenza è la regola.

Samuele Ciambriello, Garante campano delle persone private della libertà personale, ha varcato quella soglia non per una visita di cortesia, ma per testimoniare una tragedia che si consuma nel silenzio. Sedersi a tavola con i detenuti, partecipare a una tombolata tra le pareti di un’articolazione per la tutela della salute mentale (Atsm), significa guardare negli occhi quegli uomini che lo Stato ha deciso di nascondere perché non sa come curare. Le parole di Ciambriello, pesanti come i cancelli che si chiudono alle sue spalle, denunciano una realtà inequivocabile: i malati psichici in carcere sono diventati invisibili, fantasmi che abitano una terra di nessuno tra la giustizia e la sanità.

La visita di Secondigliano non è un episodio isolato, ma il tassello di un mosaico nazionale che il recente rapporto di Antigone “Senza Respiro” definisce con tratti........

© Il Dubbio