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San Marino, una Repubblica che sa prenderti anche per la gola

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24.08.2026

24 Agosto 2026, 16:57

La domanda, al momento di sedersi al tavolo, viene quasi spontanea. Esiste davvero una cucina sammarinese? Oppure sul Titano si mangia semplicemente romagnolo, magari con qualche sfumatura marchigiana e montefeltrana?La risposta, come spesso accade a San Marino, è più complessa e più interessante di quanto sembri. Perché la cucina sammarinese non è mai stata una cucina costruita per stupire il turista. E’ una cucina di confine, contadina nelle origini, fatta di sostanza, porzioni generose e poche complicazioni. Un po’ Romagna, un po’ Montefeltro, un po’ Marche. Ma con una personalità che lentamente ha imparato a riconoscersi come propria.La prima sorpresa, per chi arriva sul Titano, è che qui non si mangia esattamente come sulla vicina Riviera.

LA PIADA UN PO' PARTICOLARE

La piada sammarinese può presentarsi più spessa, più consistente e meno minimalista rispetto alla tradizionale e più classica piadina riminese. A volte, quasi un piccolo pane schiacciato, capace di reggere salumi importanti, squacquerone, prosciutti e farciture robuste. Anche qui il confine, evidentemente, conta.

LA TRADIZIONE SUL PIATTO

Poi arrivano i piatti della tradizione.I fagioli con le cotiche; la pasta e ceci; le minestre povere, le zuppe di verdure; i primi robusti che raccontano un Paese di collina, dove la cucina, un tempo, nasceva dalla necessità e dalla capacità di non sprecare nulla.Tra i piatti più amati ci sono anche i nidi di rondine, pasta al forno arrotolata con prosciutto, besciamella e formaggio. Non sono esclusivamente sammarinesi (sarebbe scorretto sostenerlo) ma sul Titano sono entrati........

© Il Corriere dell'Umbria