Nave Grimaldi bloccata nello Stretto di Hormuz, «equipaggio in sicurezza»
La Grande Torino ferma dall'inizio del conflitto in Iran con un carico di autovetture
Sono in buone condizioni e non si registrano criticità tra i 21 membri dell'equipaggio della nave car carrier Grande Torino, del gruppo armatoriale Grimaldi, bloccata nel Golfo Persico dall'inizio del conflitto in Iran. L'unità ha attraccato ieri ad Abu Dhabi per rifornirsi di viveri, acqua e medicinali, dopo oltre un mese e mezzo trascorso alla fonda in attesa di poter attraversare lo stretto di Hormuz. Oggi la nave ha ripreso il mare ma dovrà rimanere nelle acque del bacino marittimo. Dal quartier generale di Napoli i contatti con la nave - varata nel 2018, lunga quasi 200 metri, con una stazza di 65.255 tonnellate e una capacità di trasporto fino a 7.600 auto o altri carichi rotabili distribuiti sui quattro ponti garage di cui dispone - sono costanti. Ai tre ufficiali italiani e ai 18 marittimi di nazionalità filippina vengono forniti aggiornamenti in tempo reale sull'evoluzione della situazione.
«Attendiamo di comprendere nel concreto cosa preveda l'accordo per la tregua raggiunto tra i paesi coinvolti nel conflitto in merito al passaggio delle navi attraverso Hormuz», riferiscono dalla compagnia.
La Grande Torino aveva imbarcato autovetture nuove in Giappone e Cina ed era entrata nel Golfo Persico per effettuare consegne in diversi Paesi dell'area. Dopo aver completato le operazioni di sbarco in un porto del Kuwait, l'unità avrebbe dovuto proseguire il viaggio verso altri scali europei, per consegnare il resto del carico.
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