Appalti e tangenti a Sorrento, l'ex sindaco: «Presi 215mila euro»
Nei giorni scorsi disposti gli interrogatori preventivi
Ha ammesso di avere intascato tangenti per 215mila euro, l'ex sindaco di Sorrento Massimo Coppola, coinvolto in una maxi inchiesta della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Torre Annunziata. Lo rende noto il sito web de Il Fatto Quotidiano. Le ammissioni fanno parte di un interrogatorio desecretato risalente allo scorso settembre. Nel maggio dello stesso anno, il 2025, Coppola era finito in carcere, sorpreso in un ristorante in compagnia di un imprenditore e un altro indagato, un appuntamento durante il quale sarebbe stata corrisposta una tangente: la persona che era in compagnia dell'ex primo cittadino venne immortalata nel bagno del ristorante dalle telecamere dei finanzieri mentre contava banconote. I verbali dove Coppola fa le sue ammissioni di colpa sono sfociate nella predisposizione, da parte del gip di Torre Maria Concetta Criscuolo, degli interrogatori preventivi di 15 indagati. L'ex sindaco di Sorrento ha anche detto agli inquirenti (il sostituto procuratore Giuliano Schioppi) di aver preso mazzette attraverso un altro indagato, Raffaele Guida, soprannominato «Lello il sensitivo» vero e proprio ufficiale di collegamento con gli imprenditori. Poi c'era anche lo staffista Francesco Di Maio, che forniva il suo contributo al cosiddetto «sistema Sorrento» gestendo, invece, in proprio, con la compravendita dei concorsi truccati.
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