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Ecco come l'euro digitale può finanziare la lotta alla povertà

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06.02.2026

Povertà e diseguaglianze estreme sono ormai questione non solo economica ma anche di tenuta delle istituzioni e della democrazia in Europa. Non si tratta solo di mancanza di reddito, ma di fragilità multilivello: lavoro intermittente, competenze insufficienti di fronte agli adeguamenti richiesti dal progresso tecnologico e dall’intelligenza artificiale, salute, casa, solitudine, esclusione digitale. A questo si aggiunge un problema spesso sottovalutato: molte misure esistono, ma non raggiungono chi ne avrebbe davvero bisogno. Il fenomeno del “mancato take-up” – persone aventi diritto che non presentano domanda o non completano le procedure – mostra che la povertà non è soltanto scarsità di risorse, ma anche difficoltà ad attraversare la complessità amministrativa e burocratica. Da qui nasce una prima indicazione: servono misure universali selettive. Universali perché nessun povero “vero” deve restare escluso; selettive perché il sostegno va concentrato su chi è sottosoglia e personalizzato in base ai profili (occupabili, fragili, non occupabili). Ma universalismo selettivo non significa solo algoritmi e graduatorie: significa anche capacità di “prendere in carico” le persone. Ed è qui che entra la seconda indicazione: il trasferimento monetario è........

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