La pagina di libertà (e non solo) che il referendum ci lascia
Partiamo dalla fine. Contro ogni previsione, il referendum sulla giustizia ci ha consegnato un’Italia inaspettatamente partecipe e, soprattutto, libera.
La percezione c’era stata sin dalle prime ore del voto: molte persone ai seggi, file che non si vedevano da tempo e, soprattutto, tanti giovani. Sono loro — gli under 34 — ad aver guidato la vittoria, non trionfale ma netta, del NO.
Il Belpaese non era abituato a questa immagine di sé e ne è rimasto quasi disorientato, soprattutto chi quella legge, ora abrogata dalla consultazione popolare, l’aveva convintamente annunciata nel proprio programma di governo e poi coerentemente approvata.
Ma la democrazia, quando è viva, non segue copioni già scritti: si manifesta, talvolta, come una sorpresa.
"La libertà è partecipazione", scriveva Giorgio Gaber, e mai come in questo caso quella partecipazione ha assunto il volto concreto di una presenza diffusa, consapevole, non........
