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Un esercito con fischietti e cellulari contro l’Ice per riprendere gli abusi. Così l’America anti Trump si difende dai raid federali

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Roma, 12 gennaio 2026 - Renee Good era una delle tante volontarie che si stanno mobilitando contro gli arresti e le deportazioni volute dal governo Trump e affidate all'ICE, United States Immigration and Customs Enforcement. La morte di Renee ha dato un ulteriore impulso all'auto difesa dei cittadini, persone che come l'attivista si recano a monitorare i raid federali anti-migranti nel quartiere.

Un esercito parallelo a quello del controllo della sicurezza delle frontiere e dell'immigrazione. Gli agenti dell'Ice si aggirano per le città armati e a volto coperto, ma la loro azione ha dei limiti ed è proprio su questi eccessi che i volontari spingono, armati di fischietto e di cellulare per riprendere gli abusi dei federali.

Una rete sempre più organizzata che puntano sul diritto dei cittadini di monitorare e riprendere le attività della polizia nei luoghi pubblici, come parte dei diritti sanciti dal Primo emendamento.

Sagal Ali è un'attivista di Minneapolis, venerdì, due giorni dopo la morte di Good, ha dato l'allarme sulla chat del gruppo sul raid di agenti mascherati, a bordo di auto senza stemma dell'Ice, in un ristorante. "Noi non ostacoliamo il loro operato, non cerchiamo lo scontro", ha spiegato al Washington Post. Ali, anche se cittadina americana di origine somala e indossa il velo, era preoccupata........

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