Iran, dilaga la protesta contro gli Ayatollah. Time: “217 vittime, corpi rimossi dagli ospedali”. Il regime: punizioni durissime
Roma, 10 gennaio 2026 – Non si fermano le proteste contro il regime in Iran, dove le manifestazioni contro il carovita sono arrivate al quattordicesimo giorno. Nonostante il blocco di internet, immagini della folla che sfilava ieri sera in diverse strade della capitale sono arrivate sui social. Alcuni dimostranti battevano pentole e padelle, urlando slogan contro il governo e “morte a Khamenei”, in riferimento alla guida suprema iraniana. E non si è fatta attendere la reazione di Ali Khamenei, che ha posto i servizi di sicurezza del Paese in stato di massima allerta e ha ordinato al Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica di assumere il controllo della repressione, nel timore di defezioni da parte della polizia e dell'esercito. Lo riferisce il Telegraph. Intanto il blocco di internet imposto dalle autorità iraniane giovedì a causa delle proteste contro il governo rimane in vigore e va avanti da 48 ore. Lo rende noto su X l'Ong di monitoraggio della sicurezza informatica Netblocks.
Nel tentativo di arginare la protesta il procuratore generale del Paese, Mohammad Movahedi Azad, minaccia i manifestanti: saranno accusati di essere ‘nemici di Dio’ (‘mohareb’), reato punibile con la pena di morte, come riportato dai media statali iraniani. L'accusa si applicherebbe sia ai ‘rivoltosi e terroristi’ che hanno danneggiato la proprietà e minato la sicurezza, sia a coloro che li hanno aiutati, ha affermato Movahedi Azad.
L'agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency afferma che il numero delle........
