menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Eleonora sopravvissuta all’incendio di Crans Montana: “Mi sentivo un topo in gabbia, da quella notte siamo tutti cambiati”

84 0
10.03.2026

Eleonora Palmienri mostra le bruciature in volto durante l'intervista rilasciata alla Rai in Storie Italiane

Articolo: Parla Eleonora Palmieri dopo l’inferno di Crans-Montana: “Ho visto il fuoco risalire le scale, di notte ho ancora paura”

Articolo: Eleonora Palmieri, il post su Instagram (poi cancellato) con i momenti spensierati e l’ospedale dopo l’inferno di Crans-Montana. “Stiamo combattendo per guarire”

Articolo: Eleonora, la luce oltre il buio: “È sveglia e sta bene”. L’inferno di Crans-Montana e i ricordi della veterinaria

Rimini, 10 marzo 2026 – “Ora è tutto diverso, vedo le cose con occhi nuovi. Sono cambiata, come tutti quelli che sono sopravvissuti al disastro di Crans Montana”. Con queste parole Eleonora Palmieri, 29 anni, veterinaria di Cattolica, ha raccontato la notte che le ha cambiato per sempre la vita. La giovane è sopravvissuta al rogo scoppiato nella notte di Capodanno nel locale ‘Le Constellation’ a Crans-Montana, in Svizzera, dove hanno perso la vita 41 ragazzi e i feriti sono stati oltre 100.

Eleonora al programma Rai: “Non c’erano estintori o porte da aprire”

Eleonora porta ancora i segni di quella tragedia: la mano sinistra coperta da un guanto nero, la destra fasciata e alcune bruciature sul volto. Stamattina ha raccontato la sua esperienza ai microfoni del programma Rai ‘Storie Italiane’ con Eleonora Daniele, ripercorrendo i momenti prima e durante l’incendio.

“Quella sera ero con Filippo, il mio fidanzato e con alcuni amici. Dopo cena passeggiando per il paese, abbiamo deciso di fermarci al locale". Ma all’ingresso, mentre sono in fila, qualcosa non va: scoppia la confusione e nella calca i due si perdono. “Una ragazza mi è venuta addosso e mi sono ritrovata dentro al locale. Era il caos. La folla bloccava la porta, non c’erano estintori o finestre da aprire. Poi il fumo e infine il fuoco. Mi sentivo come un topo in gabbia”.

"Ho pensato che sarei morta, poi ho reagito”

Nel panico Eleonora cerca una via di uscita mentre il fumo invade i polmoni. "Per un attimo ho pensato che sarei morta, ma poi l’istinto mi ha fatto reagire”. Fuori dal locale Filippo riesce a soccorrerla e la accompagna subito all’ospedale. “Sono momenti che nessun ragazzo dovrebbe vivere. Da quella notte siamo tutti cambiati”.

“Nessuno ci aveva avvisato di quello che stava accadendo sotto al locale”

Eleonora è molto lucida nel ricordare gli istanti di quella tragica serata: “Sono momenti successi con velocità pazzesca ma dentro di me l’ho vissuti in maniera molto lenta. Avevamo fatto una bellissima cena tutti insieme”, ha raccontato ripercorrendo quella sera, “ero con Filippo, il mio fidanzato, e c’erano anche dei nostri amici: era la prima volta che festeggiavo il Capodanno in montagna e in Svizzera ed era tutto speciale. Nel camminare per la città ci siamo imbattuti ne Le Constellation ma non avevamo prenotato e abbiamo provato ad entrare. Quando è arrivato il nostro turno, il buttafuori è stato chiamato da una ragazza molto agitata, in quel momento nessuno ci aveva avvisato di quello che stava succedendo di sotto. Filippo con il caos della folla è stato portato fuori e spinto sulle scale, io sono stata spinta dentro”.

L’inferno di Eleonora: "La via d’uscita era bloccata, mi sentivo un topo in gabbia” 

“Il pericolo lo intuisci già da quando si crea il caos”, ha aggiunto, “la via d’uscita era bloccata e a prescindere da quale sia il motivo ti senti già un topo in gabbia. Vedi che altre persone stanno scappando da qualcosa che non sai che cos’è. Quando ho alzato gli occhi e ho visto il fumo era già troppo tardi per poter anche solo pensare di cercare un’altra via d’uscita. Il resto del locale era incendiato. È arrivata una fiammata enorme che ha bruciato tutto quello che incontrava. Tutto ciò che è rimasto fuori dal mio cappotto è bruciato: mani, capelli e gambe".

"Qualcosa mi ha tirata fuori: ero ancora viva, non ci credevo” 

Poi il momento più sconvolgente: “La porta era aperta verso l’interno, i ragazzi si sono incastrati nelle scale. Io non trovavo una soluzione a quel problema e con una calma agghiacciante, che non pensavo di avere, ho pensato di non farcela. Ero così convinta che ero serena, come se il mio corpo fosse consapevole che non ci sarebbero state vie di fuga e il mio destino sarebbe stato quello. Non so cosa sia successo, ma qualcosa mi ha tirata fuori e quando sono uscita ho fatto tre respiri profondi per poter realizzare di essere ancora viva. Non ci credevo. La cosa che ricordo di più è il fuoco che mi è venuto addosso, le urla dei ragazzi e dei genitori. Ora è tutto diverso, si prova a tornare alla vita normale ma non è facile perché vedi tutto con degli occhi diversi”.

© Riproduzione riservata


© Quotidiano