A Venezia va di moda la sobrietà: tutti i look di un guardaroba irritantemente misurato (e la t-shirt da 1.100 euro di Jasmine Trinca ‘anticapitalista’)
Jasmine Trinca con la t-shirt di Prada, John Malkovich sfila con una gorgiera, Theo Rollason in gonna e camicia e Vittoria Ceretti in Armani Privé
La Mostra di Venezia offre una lezione ai professionisti dell’indignazione: sui pontili del Lido l’esibizionismo, in genere, ha ceduto il passo a una compostezza financo austera. A chi è rimasto orfano dei tradizionali spacchi inguinali, non è rimasto che aggrapparsi a un rettangolo di jersey: la t-shirt bianca da 1.100 euro di Prada con cui Jasmine Trinca, presente con L’estranea di Paolo Strippoli e Succederà questa notte di Nanni Moretti, ha scandito che “la produttività è un film horror” e di considerarsi anticapitalista. Si è alimentata così una discussione sull’incompatibilità fra il gusto per un bel capo (prestato e da restituire, sia chiaro) e una cattiva opinione del sistema: la questione è che le contraddizioni meritano attenzione, ma il prezzo di una maglietta è un argomento esile per liquidare un’idea. Ma l’opinionista Francesca Totolo ha ribattezzato la Mostra “tempio del proletariato” e un deputato ha spiegato all’attrice la produttività, esprimendo un’opinione non richiesta.
Al Lido i maligni hanno trovato un guardaroba irritantemente misurato. Questa Mostra ha premiato la sobrietà. Amal Clooney sceglie il taffetà di seta........
