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Obesità invisibile: solo un paziente su sei viene davvero controllato (e pesato) dal medico di base

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14.05.2026

Al congresso europeo ECO di Istsnbul emergono dati sorprendenti: in Italia il BMI (indice di massa corporea) compare solo nel 17% delle cartelle cliniche. E senza misurazioni regolari la malattia resta nascosta.

L’ago della bilancia, spesso, non entra neppure nella visita. E il metro per misurare l’altezza è diventato quasi un reperto dimenticato negli ambulatori. Eppure sono proprio quei due numeri apparentemente banali, peso e statura, a rappresentare il primo passo per identificare una delle grandi emergenze sanitarie del nostro tempo: l’obesità.

Dal congresso europeo sull’obesità, l’European Congress on Obesity in corso a Istanbul, arriva un richiamo diretto alla medicina territoriale: i medici di famiglia devono tornare a misurare sistematicamente i pazienti. Perché senza dati elementari come peso e altezza, anche il calcolo del Body Mass Index (Bmi) diventa impossibile, e milioni di persone rischiano di convivere con una malattia cronica senza saperlo. Lo dimostrano, al congresso europeo sull’obesità European Congress on Obesity in corso a Istanbul, sia uno studio tedesco appena pubblicato sulla rivista Diabetes, Obesity and Metabolism sia la ricerca italiana Itros. Quest’ultima, condotta su un database di oltre 1,8 milioni di pazienti seguiti dai medici di medicina generale, mostra che peso e altezza risultano correttamente registrati solo nel 17% delle cartelle cliniche.

Obesità, perché peso e altezza sono ancora decisivi nella diagnosi

Per decenni il Bmi è stato considerato il parametro standard per classificare sovrappeso e obesità. Si ottiene dividendo il peso corporeo per il quadrato dell’altezza ed è ancora oggi lo strumento più utilizzato nei programmi di screening e nella pratica clinica quotidiana. In base ai criteri internazionali, un valore........

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