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Terre rare, l’oro del futuro in mano alla Cina che fa tremare i mercati

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08.01.2026

Auto elettriche, robot e transizione verde dipendono dalle terre rare, ma la Cina ne controlla quasi tutto. E chi investe rischia grosso

Sono il nervo scoperto della nuova economia globale. Senza di loro non esisterebbero auto elettriche, turbine eoliche, smartphone né robot umanoidi. Stiamo parlando delle terre rare. Eppure, mentre il mondo occidentale parla di transizione verde e indipendenza tecnologica, il controllo reale di questi metalli è concentrato quasi interamente su una sola nazione: la Cina.

Nel settembre 2021 è arrivato in Borsa il primo Etf (Exchange Traded Funds, ovvero dei fondi di investimento quotati in Borsa) sulle terre rare disponibile in Italia. L’entusiasmo era alle stelle. La narrativa era abbastanza semplice: chi controlla questi metalli controlla la transizione verde, le auto elettriche, l’intelligenza artificiale. E dunque il futuro. La realtà, però, è stata molto meno dorata: 100 dollari investiti allora oggi ne valgono appena 78. Un -22% che racconta tutta la fragilità di questo mercato.

Il motivo è che le terre rare non sono un investimento come Apple o Nvidia. Si tratta di un mercato «minuscolo», che vale appena 6,5 miliardi di dollari, una cifra irrisoria se confrontata con petrolio o rame. Ma il loro peso strategico è........

© Panorama