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La setta dei maniaci è ancora tra noi

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27.06.2026

Migliaia di persone assoggettate a un leader religioso che chiedeva obbedienza, sesso e denaro in cambio della salvezza spirituale. Vecchie storie da hippie americani? No, perché le derivazioni dell’organizzazione sopravvivono anche oggi.

Per molti sono ancora oggi soltanto un ricordo degli anni Settanta. Una delle tante comunità nate nel clima della controcultura americana tra chitarre, predicazioni, vita in comune e un’idea radicale di spiritualità. Per altri, invece, il nome evoca una delle organizzazioni più controverse del Novecento: un universo popolato da abusi, manipolazione psicologica, controllo totale degli adepti e sfruttamento sessuale sistematico. In altre parole, la più emblematica delle “sette religiose” contemporanee.

Ma la storia dei Bambini di Dio non appartiene soltanto agli Stati Uniti e al passato. Anzi. Le tracce lasciate dal movimento fondato dal predicatore statunitense David Berg continuano a riaffiorare in modi inattesi anche nel nostro Paese. Non solo perché la presenza della setta in Italia è stata molto più estesa di quanto si sia sempre creduto, ma anche perché alcuni ex protagonisti di quella stagione oggi si sono reinventati come predicatori, pastori e leader religiosi capaci di raccogliere decine di migliaia di seguaci.

È, questo, uno dei risultati più sorprendenti emersi dall’inchiesta che chi scrive questo articolo ha realizzato per il podcast I Bambini di Dio (OnePodcast, disponibile gratuitamente su tutte le piattaforme), nel quale sono state raccolte testimonianze inedite, documenti e racconti di chi quella realtà l’ha vissuta dall’interno.

Per comprendere la portata del fenomeno, però, bisogna tornare agli inizi. Il fondatore David Berg, che nel tempo pretenderà di farsi chiamare Mosè, costruisce la propria organizzazione attorno a una convinzione semplice e potentissima: il mondo sta andando incontro all’Apocalisse e soltanto chi seguirà i suoi insegnamenti potrà salvarsi. Da qui nasce una comunità che richiede dedizione assoluta, obbedienza totale e l’abbandono progressivo di qualsiasi legame con il mondo esterno.

L’amore per Dio diventa il principio che scandisce e giustifica ogni aspetto dell’esistenza quotidiana.

Non soltanto sul piano spirituale, ma anche su quello sessuale. All’interno delle comuni si diffonde infatti la pratica dello “sharing”, una forma di sessualità collettiva nella quale i rapporti fra i vari membri vengono incoraggiati e........

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