Biologico e salute: perché il mercato vola nonostante l’inflazione (e la guerra)
l biologico supera i 7 miliardi di euro: Caro energia e crisi dei fertilizzanti fanno schizzare i prezzi dell’agricoltura convenzionale. Così il cibo più naturale fa breccia nei nostri consumi.
Parafrasando un successo di Broadway si potrebbe dire: siamo figli di un bio maggiore. Mai come in questi anni, malgrado il forte rincaro dei prezzi alimentari, c’è una così motivata attenzione alla qualità e alla provenienza del cibo. Il biologico da mercato di nicchia si sta gradualmente evolvendo in abitudine consolidata di consumo.
Lo dicono i dati dell’osservatorio Sana curati da Nomisma: il giro d’affari del biologico è in costante crescita e tocca i sette miliardi. Se la grande distribuzione è ancora il canale maggiore (metà del fatturato viene dai supermercati) sempre più ristoranti e negozi di prossimità, si affidano al biologico come “autopromozione” della qualità dell’offerta. Il “fuori casa” bio vale così 1,35 miliardi. A spiegarlo sono tre fattori, secondo Silvia Zucconi di Nomisma e Maria Grazia Mammuccini di Federbio: offrire bio vuol dire mettersi in una fascia alta di mercato e diventare attori della sostenibilità. Scelte che per Fabio Brescacin, presidente e creatore di NaturaSì, il più importante distributore e produttore di alimenti bio in Italia con 350 punti vendita, 4 aziende agricole e un fatturato che supera i cinquecento milioni di euro, sono il paradigma di una vita: da agronomo e da imprenditore.
Biologico e salute: perché il mercato vola nonostante l’inflazione
«Sono convinto che ci sia in questo momento un’opportunità decisiva per la diffusione del biologico» dice. «La crisi dei fertilizzanti, il caro energia fanno crescere i costi e dunque i prezzi di ciò che si ricava........
