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Mario Monti vota no: «Riforma della giustizia? Una spallata allo Stato di diritto»

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20.03.2026

«Lo stato di diritto rischia una spallata se vincesse il Sì al referendum». Da indipendente fuori dagli schieramenti, che ha elogiato anche alcuni aspetti del governo Meloni, come la disciplina di bilancio, l’ex premier Mario Monti, oggi senatore a vita, non intende scendere nell’arena per contrapporsi frontalmente alla premier. Non gli interessa.

Ma non per questo si esime dal denunciare i rischi di “deriva autoritaria” cui è esposto il paese se questa riforma della giustizia vedesse la luce.

Perché professore? Senza scomodare Karl Schmitt, lei vede il rischio che si scivoli verso una sorta di liberalismo autoritario, verso un potere decisionista, espressione di una democrazia plebiscitaria?

«Non voglio drammatizzare, ma questo rischio esiste. E per questo, rompendo la mia tradizione, mi sono espresso a favore del No al referendum: perché qui secondo me non è solo in gioco la scelta tra due diverse possibili architetture del sistema della giustizia italiana, ma è in gioco una spallata allo stato di diritto. Il che, vedendo anche gli esempi internazionali ed americani, potrebbe preludere ad altre spallate. È vero che chi è eletto ha il diritto-dovere di governare, ma lo ha entro i limiti che l’assetto costituzionale e internazionale hanno posto a presidio delle minoranze. E direi anche a presidio di un modo più serio ed efficace di governare, perché si risparmiano molti errori».

Che intende più precisamente con esempi americani?

«In sintesi, non vorrei che Italia ed Unione europea........

© Messaggero Veneto