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Una passeggiata poetica nella Milano dai mille versi

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02.06.2026

E' vero, come recita l’introduzione di Milano. Porto di mare. La poesia e È la città a cura di Luca Mastrantonio (Mondadori, pag. 444, euro 22) che può capitare di nascere a Milano e spesso da genitori non milanesi. Anzi, capita spesso.

Come capita di diventare milanesi per studio, per lavoro, per amore, per caso e pensando che sia solo una parentesi e proprio per questo alla fine sentirsi davvero milanesi. Perché, in fondo, la milanesità è una categoria dello spirito, una passione adrenalinica per la vita, prima che una definizione anagrafica. E il primo merito di questo volume è proprio quello di tratteggiare i contorni poetici di questa strana e gioiosa milanesità. Perché qui di poesia si tratta.

RACCOLTA OLTRE IL TEMPO

Il volume ha l’ambizione di raccogliere le poesie che parlano di Milano. Non necessariamente quelle in dialetto, non quelle di comprovato sangue meneghino, ma quelle che in qualche modo hanno respirato l’aria di Milano. Un racconto fuori dal tempo, oltre il tempo, nei modi della poesia, dove la metropoli, nel corso dei secoli diventa il palcoscenico e la culla di uomini che scoprono mille e mille modi per campare la giornata, costruire, amare, soffrire, vivere e morire. Non a caso, la raccolta è organizzata in sei sezioni principali, sei come i sestieri in cui era divisa la Milano medievale, ognuno con una porta, una direzione, una vocazione e una funzione specifica. La prima, Il pane e le muse, è dedicata, manco a dirlo, al lavoro, o meglio al “secondo mestiere” dei poeti che, in ossequio al detto che carmina non dant panem, in ogni secolo hanno dovuto mantenersi con un’altra attività.

E qui si inizia da Francesco Petrarca, chierico al servizio di........

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