Le incognite di una Lega alla resa dei conti
È la prima volta nella storia repubblicana che per un’intera legislatura i ruoli di governo e di opposizione sono rimasti inalterati. Destra e sinistra hanno avuto, perciò, tutto il tempo per prepararsi alla prova del voto. E invece no. Tutto è incerto. Tutto è in discussione. Lo è nel campo largo. Lo è non meno nella maggioranza. La minaccia Vannacci ha messo in fibrillazione la coalizione. Forza Italia è spinta a marcare la sua identità liberal-moderata. FdI si affanna ad arginare l’emorragia a destra. Ma è la Lega a pagare il conto più salato.
Non ha solo i numeri che cedono. Si è inasprita anche la situazione interna. L’attesa era che Pontida avrebbe sanato il contrasto apertosi tra il segretario e il fronte dei suoi critici, capitanato dai governatori del Nord — Luca Zaia, Massimiliano Fedriga e Attilio Fontana. Invece no. Sul prato di Pontida, Matteo Salvini ha azzerato ogni trattativa e giocato una mossa dal sapore dell’ultimatum: ha convocato in tempi strettissimi un congresso straordinario per andare........
