L’ennesima rivoluzione annegata nella palude
E il populismo? E il sovranismo? E il qualunquismo? E il destrismo? E il gentismo? E la rivoluzione popolare degli umiliati e degli offesi, dell’uomo bianco dimenticato, della gente comune sfregiata e vilipesa dalle élite? E il nuovo ordine mondiale che si avvicina e l’ondata antisistema che farà crollare la lurida globalizzazione e il regime dei poteri forti e la cricca delle banche e i mandarini della tecnocrazia europea che nulla sanno della vita vera, la vita profonda, la vita verace di noi uomini della strada, noi uomini qualunque, noi uomini terra a terra?
All’improvviso – dopo il referendum, dopo la tranvata ungherese, dopo le mattane bombarole e antipapiste di Trump - uno si guarda intorno e non vede più nessuno. Non li trovi più, tutti gli slogan e le parole d’ordine e gli ululati e le intemerate e le piazzate e le sfilate contro il sistema, contro la burocrazia di Bruxelles, contro l’egemonia gramsciana, contro la cricca dei soliti noti, dei salotti, delle terrazze, della intellighenzia, insomma, contro l’eterna casta che la nuova destra montante, vociante e dominante avrebbe spazzato via con un robusto colpo di scopa.
E che fascino irresistibile questi autocrati carismatici di altra scuola, di altra razza, di altra schiatta, questo Putin che è meglio mezzo Putin di due Mattarella e questo Orban nel quale scorre il nobile sangue magiaro fiero, indipendente e valoroso e questo Trump, questo Trump soprattutto, così invincibile e che toni, che piglio, che occhi........
