Le piante e il condominio. Massima attenzione, manutenzione d’obbligo: le nuove regole
Piante sul balcone (foto Istock di repertorio)
Firenze, 23 marzo 2026 – Di solito portano serenità, ossigeno, profumo e colore. Ma nel complesso e litigioso universo del condominio, piante e fiori sono spesso al centro di discussioni e aspre battaglie. Le ragioni sono tantissime: dal fastidio provocato da foglie, semi e frutti, passando al tema delle distanze, dalla proiezione al ruolo delle ombre ai timori per possibili cedimenti di tronchi e rami. Abbiamo provato ad affrontare i casi più frequenti con l’avvocato Luca Santarelli, esperto in tematiche condominiali.
Perché fiori e piante sono così spesso al centro di controversie?
«Talvolta le piante e i fiori sono presi a pretesto per discutere con i vicini, con i quali magari ci sono già rapporti tesi per altri motivi. Talvolta qualche condomino prende la palla al balzo e, mettendo al centro delle proprie ragioni alberi o siepi, tira fuori anni di risentimenti, acredine e rabbia verso i vicini. In questo caso un ruolo determinante è quello dell’amministrazione di condominio, ovvero del professionista a cui si rivolgono questi soggetti: dovrebbe essere lui, in primis, a valutare la sussistenza o meno di fondate ragioni di diritti. Esiste una casistica specifica, in cui le piante sono il motivo del contendere».
Faccia qualche esempio…
«Spesso le problematiche hanno una radice comune: in fase di piantumazione c’è troppa superficialità da parte dei condomini. Infatti, a seconda della tipologia della pianta occorre porre molta attenzione alla distanza rispetto agli spazi dei vicini. Il Codice civile, sin dalla sua prima stesura, prevede distanze ben precise a seconda della tipologia di pianta o della sua altezza».
Quali sono le giuste distanze?
«Le classiche piante da siepe, come il pitosforo o........
