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"Dalla parte giusta". Protesta al porto. Condannati i Pro Pal

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10.04.2026

Decreto penale per 39 attivisti che manifestarono per Gaza. Levata di scudi in difesa da Cgil, Sinistra italiana, Carc e Usb.

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Tante le manifestazioni di solidarietà arrivate ai 39 attivisti e attiviste colpiti dal decreto penale di condanna a seguito della manifestazione alporto organizzata da Usb e Cgil dello scorso 22 settembre. "Siamo nuovamente di fronte a quello che molti giuristi chiamano il diritto penale del dissenso sociale" scrive Nicola Del Vecchio, segretario generale della Cgil Massa Carrara. Secondo il sindacato, si tratta di un utilizzo distorto della norma, volto a criminalizzare il pensiero critico e la partecipazione attiva dei cittadini. "Un Governo che utilizza l’arma della repressione in risposta all’aumento di manifestazioni di piazza che chiedono la pace - prosegue Del Vecchio -, e non solo, in un momento in cui l’unico canto che accomuna i Governi di tutto il mondo è quello che invoca la necessità del riarmo. Un diritto che colpisce forme di resistenza passiva attuate pacificamente e senza uso di strumenti atti ad offendere. Di fronte a ciò che sta accadendo nel mondo confrontarsi con tali provvedimenti, rivolti a chi in quei giorni si batteva per la pace, è qualcosa di inaccettabile". Solidale con i 39 attivisti anche Sinistra italiana.

"Mentre in queste ore assistiamo alla violenza delle guerre portate avanti da governanti senza scrupoli - scrivono Matteo Bartolini e Dario Danti da Sinistra italiani -, dobbiamo assistere all’arrivo di nuovi provvedimenti contro gli attivisti e le attiviste che nell’autunno scorso hanno manifestato contro il genocidio in Palestina. Come Sinistra italiana siamo solidali con tutti i manifestanti colpiti dai decreti di condanna, a partire dal nostro segretario di Carrara, Carlo Perazzo, attivo da sempre nel movimento contro il genocidio a Gaza". Si uniscono al coro anche i Carc di Massa Carrara. "Questo nuovo attacco è in continuità con le denunce e le multe notificate tra gennaio e febbraio a cinquanta militanti scesi in piazza nell’imponente manifestazione popolare che attraversò il centro di Massa culminando alla stazione ferroviaria - scrivono i Carc -. Questi provvedimenti sono la risposta repressiva del Governo Meloni al movimento ‘Blocchiamo tutto’, che nello scorso autunno ha raccolto la spinta e l’aspirazione di milioni di persone in tutto il paese a mobilitarsi contro il genocidio, la guerra, il riarmo sulla pelle dei lavoratori e il vile asservimento del nostro Governo ai macellai sionisti e ai guerrafondai Usa che ci sta trascinando nella terza guerra mondiale".

Intanto l’Usb annuncia che oggi saranno di nuovo in piazza per la giornata di Liberazione di Massa e l’inaugurazione del nuovo spazio Apuano sociale e della nuova sede. "Fra i colpiti ancora una volta la segreteria provinciale Usb - scrivono dall’Unione sindacale di base -. Non ci faremo intimidire, sapevamo di essere dalla parte giusta della Storia allora e lo sappiamo oggi. Con orgoglio ammettiamo di non essere riusciti a voltarci dall’altra parte mentre bambini e innocenti morivano sotto le bombe sioniste. Per il momento ci limitiamo a rendere pubblica la notizia di questa nuova ondata repressiva, assieme a tutte e tutti i colpiti sapremo sicuramente in futuro organizzare una risposta adeguata.

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