Il formalismo giuridico che invade la sfera personale
Cosa insegna il caso Sgarbi
Leggendo il provvedimento del Tribunale di Roma che decide sull’istanza avanzata da Evelina, figlia di Vittorio Sgarbi, allo scopo di far nominare per il padre un amministratore di sostegno, nascono serie perplessità di carattere logico-giuridico. Il provvedimento afferma che mentre Sgarbi non ha bisogno di un amministratore di sostegno per gli atti di ordinaria amministrazione, invece, per ciò che attiene agli atti di straordinaria amministrazione, va incaricato un consulente per verificarne le capacità cognitive circa le loro conseguenze, riservando all’esito di tale accertamento l’eventuale nomina di un amministratore: e di qui una consulenza tecnica.
Orbene, va detto subito che la valutazione da operare in casi del genere non può adottare in alcun modo criteri assimilabili a quelli delle dispute condominiali circa la ripartizione delle spese, ove appunto si distingue fra spese ordinarie da imputare al conduttore e spese straordinarie che invece vanno sopportate dal proprietario. E ciò non è giuridicamente ammissibile per almeno due ragioni. La prima è che nessun sapere di taglio psicopatologico, non essendo la psicologia una scienza esatta, sarà mai in grado di distinguere in maniera........© L'Opinione delle Libertà
