Crisi ex Ilva, parla Lucarella
Il futuro dell’ex Ilva di Taranto non rappresenta soltanto una complessa vertenza industriale locale, ma si inserisce in una più ampia e critica riflessione sulla sovranità strategica dell’Unione Europea. Tra dipendenze estere, nuove dinamiche di difesa comune, barriere doganali globali e frammentazioni legislative interne, il destino della produzione siderurgica tocca i pilastri stessi della sicurezza economica e geopolitica del blocco occidentale.
Di questi temi cruciali ne parliamo con l’avvocato Angelo Lucarella, giurista, editorialista e saggista, che, nel recente passato, è stato anche tra i papabili candidati alla presidenza della Regione Puglia per il centrodestra. Con la sua analisi, Lucarella ci guida tra i nodi normativi, economici e istituzionali che frenano il rilancio del polo ionico e il futuro industriale del Paese.
Nelle sue analisi, lei ha più volte sottolineato come la vera questione non sia solo il salvataggio di Taranto, ma se l’Europa possa permettersi di perdere capacità strategica, considerando che nella classifica mondiale della World Steel Association figurano ormai solo due gruppi europei. Alla luce del recente prestito di salvataggio da 390 milioni autorizzato da Bruxelles e delle dinamiche di difesa comune, ritiene che l’acciaio debba essere elevato a pilastro della sicurezza nazionale europea al pari della difesa militare?
Dipende se l’acciaio sarà un bene indispensabile per diverse produzioni strategiche nei prossimi decenni o secoli.
Tuttavia, se l’Italia perde la capacità autonoma di produrre grandi quantità di acciaio piano e lamiere, aumenta la dipendenza dall’estero anche per alcune filiere industriali che possono avere applicazioni militari.
Certamente, privarsi di una produzione del genere, ad oggi, impatta fortemente sulla capacità industriale (in particolare sulla grande manifattura civile come automotive, elettrodomestici, tubi, profilati e lamiere per uso commerciale, ecc.) e anche sul fronte della sicurezza interna italiana, dal momento che con l’acciaio del polo industriale Ilva di Taranto si ricavano principalmente semilavorati “piani”, ovverosia laminati sotto........
