Carlson-Fuentes: quando Maga confina con il nazicomunismo
La notizia è che l’organizzazione StopAntisemitism, nota per la sua attività di denuncia delle espressioni di antisemitismo che circolano nei media statunitensi (ma in generale nel web e quindi potenzialmente in qualsiasi paese), ha definito Tucker Carlson come «l’antisemita dell’anno», assegnandogli una sorta di funesto premio alla rovescia, riservato a coloro che si sono distinti, per caparbietà ideologica e per effetto mediatico, nell’odio contro gli ebrei e contro Israele.
La non-notizia è che Carlson sia ostile nei confronti di Israele e che stigmatizzi l’influenza e perfino la presenza ebraica nella politica e nella società americane, estendendo la sua avversione a tutte quelle nazioni o quei movimenti che sostengono Israele. La posizione di Carlson è infatti arcinota; il suo antisionismo è una versione politica dell’antisemitismo diffuso – sebbene spesso camuffato – in una parte di elettorato americano che si riconosce oggi nel movimento MAGA.
L’animosità di Carlson contro Israele e il popolo ebreo si combina con il suo conclamato sostegno e addirittura asservimento al regime neosovietico putiniano, formando un quadro ideologico che se sul piano formale è legittimo (è ovvio che ognuno dev’essere libero di esprimersi), su quello sostanziale è pericoloso, perché oltre a colpire l’ebraismo nel suo insieme e, sull’altro versante, a favorire la propaganda russa, danneggia anche il Partito Repubblicano, che nella sua maggioranza era sempre stato tradizionalmente vicino al mondo ebraico e fortemente avverso alla Russia, e si rivela dannoso anche per il movimento – i conservatori americani della specie MAGA – al quale Carlson appartiene.
Come spiega Liora Rez, giornalista ritenuta vicina alla destra americana (in ogni caso certamente non vicina dalla sinistra, tanto più in quanto esule dall’Unione Sovietica) e fondatrice di StopAntisemitism, la sorveglianza e la denuncia di retoriche antisemite non sono censure né attacchi alla libertà di espressione, bensì altrettanto libere segnalazioni di linguaggi che sono diffamatori nei confronti degli ebrei e che, come sappiamo dall’esperienza storica, sono premesse per atti di intimidazione o di violenza. E in questa logica Carlson è un attivista antisionista che va evidenziato, non per........
