De Gaulle, Monnet e la libido dominandi americana
Patti chiari, amicizia lunga. E tormentata. Quella di Charles de Gaulle con zio Sam lo fu senza dubbio. La Francia del generale ebbe con Washington una storia conflittuale, che inizia molto prima della liberazione. In fondo, raccontava de Gaulle al suo portavoce Alain Peyrefitte, lo sbarco nordamericano in Normandia non era altro “che una seconda occupazione del Paese”. E “occupazione” è proprio la parola che i liberatori avevano scelto per descrivere l’amministrazione militare che volevano instaurare, la famosa AMGOT (Allied Military Government of Occupated Territories).
Alla fine del 1942, del resto, ricorda lo storico e giornalista Eric Branca, considerato un importante conoscitore del gaullismo e dei servizi segreti, in Gran Bretagna furono create delle scuole per formare il personale civile del governo militare alleato. La Francia venne inclusa nella lista dei territori da “occupare”, insieme a Germania, Italia e Giappone. “Siamo arrivati al punto ‒ ricorda ‒ di stampare una moneta scimmia, la banconota bandiera, il cui potere d’acquisto sarebbe stato ancora più sfavorevole di quello concesso dai tedeschi al franco, rispetto al marco, tra il 1940 e il 1944”.
Un’operazione che proprio de Gaulle farà fallire all’ultimo minuto, “grazie alla........
