L’ammainabandiera: dittature kaputt?
Perché “questa” Europa non conta nulla nell’era della rinascita degli imperi? Basta fare due conti, chiedendoci la ragione per cui, al contrario, le nazioni del Vecchio Continente siano oggi più forti che mai nella loro individualità. Prendiamo l’Italia post-risorgimentale: dopo Porta Pia, quale evento ci ha veramente uniti? La risposta è: il tricolore. Quando, cioè, in quei drammatici quattro anni in cui abbiamo combattuto la Prima guerra mondiale (Ww-1), genti fino allora divise si sono miscelate e unite sotto una stessa bandiera, al grido di “Viva l’Italia!”. Così, per fermare lo straniero, popoli italici da sempre separati (sardi, siciliani, calabresi, laziali, piemontesi, e così via) hanno scoperto l’eroismo e una lingua comune, come l’italiano, per comunicare tra di loro e capire gli ordini di battaglia. Oggi, chi degli europei è pronto a sacrificare la propria vita in nome di quella bandiera a sfondo blu, con al centro una corona di stelline gialle, creata a tavolino dai burocrati di Bruxelles? Non si capisce la ragione per cui, dai trattati di Roma in poi, l’Europa non abbia adottato una lingua comunitaria obbligatoria, che poteva essere solo l’inglese, visto che proprio agli angloamericani dovevamo la nostra libertà e la rinascita economica. Ora, con quale arroganza stiamo sanzionando l’operato degli Stati Uniti d’America, solo perché hanno fatto ricorso alla forza per far cadere una feroce dittatura, dopo aver, manu militari, catturato, incarcerato e sottoposto a giudizio secondo legge il suo capo (criminale) indiscusso? Piuttosto, non si giustifica come in questi ottanta anni il dio laico del diritto internazionale non abbia impedito a dittatori e autocrati di ogni risma di fare violenza e depredare in tutti i modi delle loro risorse i popoli sottomessi. Né si può perdonare il silenzio imposto sulle responsabilità delle grandi........© L'Opinione delle Libertà
