Marx, gli ebrei e la responsabilità delle metafore
Ogni grande filosofo consegna alla storia due eredità. La prima è costituita dalle idee che ha realmente sostenuto; la seconda, spesso ancora più influente, dalle idee che altri ricaveranno dalle sue opere. Le due cose non coincidono quasi mai perfettamente. Le parole cambiano significato, le metafore sfuggono al controllo del loro autore, le categorie concettuali vengono trasferite in contesti che nessuno avrebbe potuto prevedere.
È una sorte comune ai grandi pensatori. Platone non è responsabile dell’esistenza di società totalitarie come si potrebbe evincere dalle critiche mossegli da Popper, così come Rousseau non lo è del Terrore giacobino nonostante la grande influenza che ebbe su diversi suoi protagonisti. Nietzsche non può essere considerato responsabile delle sue deformazioni naziste del suo pensiero, così come Darwin non può essere ritenuto il padre delle degenerazioni del darwinismo sociale. E tuttavia sarebbe altrettanto ingenuo sostenere che le idee siano completamente innocenti.
Alcune teorie, così come più semplicemente alcune asserzioni paradigmatiche, proprio perché potenti continuano a vivere ben oltre il loro autore e possono diventare il punto di partenza di sviluppi che egli non aveva immaginato.
È con questo criterio che vale la pena rileggere alcune pagine di Karl Marx dedicate agli ebrei. Marx non era un antisemita nel senso in cui il termine sarebbe stato usato nel Novecento. Proveniva da una famiglia di origine ebraica, benché convertita al protestantesimo, e nel saggio sulla questione ebraica difende il diritto degli ebrei a godere della piena emancipazione politica contro le tesi di Bruno Bauer, il quale riteneva che essi dovessero rinunciare alla propria religione per diventare cittadini dello Stato moderno.
Anche sul piano teorico Marx non riserva all’ebraismo un destino diverso da quello del cristianesimo. Nella sua concezione materialistica della storia tutte le religioni sono destinate a dissolversi insieme alle condizioni economiche e sociali che le hanno generate. Il comunismo,........
