Carla, la prof fa i video su Tik Tok: “Le mie ‘Capsule di letteratura’ per liberare i classici dai manuali”
La professoressa Carla Lattanzi creatrice di Capsule di Letteratura su Tik Tok
Se è vero che sui social si ritrovano gli amori di gioventù, una professoressa pesarese ha riacceso la passione per la letteratura italiana tra gli over 40, in un’aula del tutto inaspettata: quella di TikTok. Carla Lattanzi, insegnante di lettere in un istituto tecnico di Pesaro, sta conquistando un pubblico adulto che desidera riavvicinarsi a Pirandello, Montale e Ariosto, senza dover riprendere in mano i vecchi libri di scuola, grazie al suo progetto social "Capsule di letteratura" che ha collezionato migliaia di visualizzazioni.
Da dove nasce l’idea delle "Capsule di letteratura"?
"Lavorando in un istituto tecnico, mi capita di spiegare autori complessi a ragazzi che hanno maggiore inclinazione per le materie scientifiche. Questo mi ha insegnato a semplificare, ma senza perdere profondità. Poi gli amici mi dicevano sempre: ’È un peccato studiare certi autori da giovani senza riuscire a comprenderli davvero!’. Così ho pensato: perché non offrire una lettura più matura dei classici, senza i soliti manuali scolastici?".
Quindi il progetto è pensato per un pubblico adulto?
"Sì, assolutamente. È per chi ha superato i 40 e cerca una via di mezzo tra il manuale scolastico e il saggio accademico. Un po’ di letteratura ’decomplicata’!"
Come si è trasformata in una content creator?
"Inizialmente mi sono avvicinata a Instagram, pubblicando caroselli e citazioni. Ma ben presto mi sono resa conto che non era sufficiente. Ho capito che per crescere sui social dovevo metterci la faccia. A quel punto, però, è scattato il timore del giudizio. Avevo paura che le persone avrebbero commentato il mio aspetto, le rughe e chissà cos’altro. Ma mi sbagliavo: nella società che rincorre l’immagine perfetta, la gente cerca l’autenticità. Così, con tanto coraggio, ho acceso la telecamera del cellulare e sono partita. Alla fine, è stato proprio questo a fare la differenza, essere me stessa, senza filtri. E raccontare ciò che amo".
Qual è la sua missione con questo progetto?
"Voglio ’liberare’ gli autori dalla prigione dei manuali. Portare Boccaccio, Ariosto, Pirandello ’a fare una passeggiata fra la gente’. La letteratura è piena di perle che rischiano di restare sommerse".
Cosa ne pensa delle polemiche nate in questi giorni sui cosiddetti "Teach Toker", i professori che usano TIK ToK in classe?
"TikTok è un altro mondo per me. Preferisco che la scuola resti nell’aula, con una relazione uno a uno. Non ho mai detto ai miei ragazzi del mio progetto. Anzi, una volta uno di loro mi ha vista e gli ho chiesto di non seguirmi, per non confondere l’algoritmo".
Quale video ha avuto un successo inaspettato?
"Quello sulle figure retoriche. Pensavo fosse un contenuto ’di passaggio’ e invece ha totalizzato 160.000 visualizzazioni. Incredibile".
La più grande soddisfazione fino ad ora?
"Quando qualcuno mi scrive: ’Ho riletto Pirandello, finalmente ho capito Uno, nessuno e centomila’, per me è una festa. È incredibile come la letteratura possa davvero fare il giro della vita e tornare ad appassionare, anche quando meno te lo aspetti".
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