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Contro le truffe attenti alla sindrome dell’immunità. “Ecco perché si cade nelle trappole”

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21.02.2026

Ancona, 21 febbraio 2026 – Continua la rubrica in collaborazione con i carabinieri contro le truffe. Partendo da fatti realmente accaduti nella nostra provincia, l’Arma ogni sabato ci dà consigli utili e pratici per difenderci.

Da 15 settimane riportiamo storie di truffe varie, attingendo all’esperienza sul campo dei Carabinieri di Ancona. Si tratta di racconti dalla trama travolgente in cui, sappiamo per certo, molti lettori si sono (tristemente) identificati, essendone stati a loro volta testimoni o, peggio, protagonisti involontari.

L'illusione di essere intoccabili: "A me non succederà mai"

Storie vere, che da sole dovrebbero bastare a svegliare le coscienze e fornire strumenti per tutelarsi a tuttotondo dal virulento fenomeno. Tuttavia, nonostante i continui allarmi e le campagne di informazione e sensibilizzazione, come quella del Carlino, in Italia resiste un radicato scetticismo sulle reali insidie delle truffe e molti cittadini continuano a considerarsi intoccabili, cullati dalla pericolosa convinzione del “non succederà mai a me”.

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Un eccesso di sicurezza che però li rende ancora più inermi dinanzi a criminali sempre più astuti e organizzati. D’altronde anche i dati ufficiali smentiscono brutalmente questa presunta invulnerabilità. In tema di truffe online, ad esempio, si registra un continuo aumento del numero e delle diverse tipologie di frode, cui corrisponde un pari incremento delle vittime, spesso figlio di una scarsa considerazione e attenzione, ancor più ingiustificata alla luce dell’estensione del fenomeno.

Il monito dei Carabinieri: cos'è la "sindrome dell'immunità"

“Si parla di “sindrome dell’immunità – spiega il Tenente Colonnello Carmine Elefante, Comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri di Ancona – per definire la condizione comportamentale e cognitiva in cui una persona si sente erroneamente immune o persino troppo astuta per cadere vittima di truffe. Non dipende necessariamente dalla disinformazione, anzi spesso si alimenta proprio dalla convinzione di conoscere già tutte le tecniche dei truffatori, senza però considerare che le stesse si evolvono continuamente. Questo stato determina quindi una vulnerabilità paradossale poiché proprio chi pensa di essere immune è spesso più a rischio, in quanto portato ad abbassare la guardia e analizzare meno criticamente ogni situazione sospetta".

L'ingegneria sociale e l'importanza del "sano scetticismo"

Paradossi quindi, frutto di un immaginario collettivo che ancora oggi stenta in parte a comprendere come i truffatori siano in grado, con abili prestigi di ingegneria sociale, di manipolare le emozioni umane, simulando urgenze capaci di spegnere il pensiero critico anche nelle persone più accorte. Secondo Elefante, quindi, “il pregiudizio di essere immuni dalle truffe costituisce un sostanziale ostacolo ad un efficace sistema di prevenzione. Finché la sicurezza, in particolar modo quella digitale, non diventerà una questione di cultura del quotidiano prima ancora che tecnologica, le frodi continueranno a mietere vittime. L’antidoto tuttavia non è rinunciare alla tecnologia, ma mantenere sempre vivo un sano scetticismo di base”.


© il Resto del Carlino