Senhit e Boy George: “All’Eurovision insieme per cantare la libertà”
Senhit, bologese, rappresenterà San Marino sul palco dell’Eurovision. A sinistra Boy George
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San Marino, È stato il protagonista assoluto della scena new romantic dei primi Anni ’80 londinesi, Boy George, stella assoluta del pop internazionale con i suoi Culture Club e poi cantante solista, dj e adesso ospite nel nuovo disco di una delle voci più originali del panorama sonoro nazionale, la bolognese di origine eritrea Senhit. La cantante, proprio con il brano Superstar, realizzato insieme all’artista inglese, che nell’occasione era presente in video, ha vinto il San Marino Song Contest e a maggio rappresenterà la piccola repubblica all’Eurovision Song Contest a Vienna.
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Senhit, perché ha pensato proprio a Boy George per il suo nuovo disco?
"Immaginavo un brano che unisse energia e romanticismo, un tocco retrò e gioia di vivere, volevo una ’canzone inno’ che rivendicasse la possibilità per ognuno di essere una personalità unica, distinta dalle altre, irripetibile, una ‘superstar’, appunto. E Boy George, con la sua storia creativa e umana meravigliosa, mi sembrava l’artista giusto”.
“Abbiamo sempre la percezione che figure come lui siano inarrivabili: Boy George ha una carriera solista, anche come dj, frenetica, è sempre in viaggio. Invece ha accettato. È un artista che, se crede in una idea, la sostiene subito, si lascia coinvolgere, ha la meravigliosa capacità di farti sentire una superstar, come il protagonista del brano. È bastata una conversazione su zoom per definire insieme la struttura della canzone, e mi ha chiesto di non essere considerato un semplice ospite, per quanto importante, ma di avere una parte essenziale nella costruzione del lavoro e nella sua messa in scena”.
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“Sì, rispetto alla mia prima stesura originale, ha aggiunto delle parti e delle parole, che hanno dato una nuova veste al brano. E adesso è al lavoro per un remix di ‘Superstar’, che uscirà in occasione della mia partecipazione Iin maggio all’Eurovision Song Contest a Vienna”.
Cosa, a suo avviso, ha più colpito Boy George?
“Riporto quelle che sono state le sue impressioni. Si è innamorato dello spirito del brano, del suo essere un inno all’amore, alla libertà, all’autenticità di ogni essere umano. Si è sentito portavoce di un messaggio positivo e universale, che è quello che la sua musica ha sempre fatto: trasmettere buone vibrazioni”.
Sarà con lei a Vienna?
“Si è impegnato a esserci, interrompendo un lungo tour, anche perché presenterò appunto il suo remix e finalmente Eurovision è diventato un palcoscenico di idee molto ambito anche per le star internazionali, dopo anni di poco interesse per la manifestazione”.
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Lei è un’ artista che viaggia molto con la sua musica. Bologna è ancora importante per lei?
“Come non potrebbe esserlo. Bologna non è solo la casa, ma l’unico luogo nel quale le mie fonti di ispirazione trovano forma concreta. È il fascino bellissimo della provincia accogliente che ti coccola e ti fa sentire una superstar, come quella che canto nel mio brano. Ed è anche il posto degli incontri importanti, degli scambi di idee con gli amici e i colleghi, che poi possono diventare canzoni. Persone come Biagio Antonacci, Cesare Cremonini, Gianni Morandi con i quali condividere passioni, esperienze, senza l’ossessione della musica come puro ‘prodotto’, ma, ancora, come strumento di comunicazione”.
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