Spadino e i contatti continui con le agenzie funebri, caccia al movente dei soldi: “Migliaia di euro a settimana”
L’accusato Luca Spada, 27 anni, autista della Croce Rossa
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Forlì, 14 aprile 2026 – Come mettere Spadino all’angolo. Come provare che è l’assassino di sei anziani morti in ambulanza quando lui non era alla guida, ma dietro. Al capezzale dei pazienti. E poteva agire sui corpi. Insufflandogli aria, per "farli secchi". I carabinieri si sono spremuti il cervello per mesi per incastrare Spadino. Hanno anche provato a farlo confessare, in caserma, lo scorso dicembre. Senza risultato.
Intercettazioni choccanti
Le intercettazioni sono choccanti: "Ho appena fatto un morto a Cusercoli" dice Spadino l’8 luglio 2025 in un messaggio telefonico al titolare di un’agenzia di pompe funebri di Meldola. Che non è indagato. Nessun altro è indagato. Solo Spadino. Accusato di omicidio plurimo aggravato dalla premeditazione. Il gip Rosati ha bocciato l’arresto per cinque morti. E ha pure respinto la premeditazione, per tutti i casi. Però i carabinieri sono straconvinti che Spadino sia l’assassino di tutti e sei.
Nella morte di Deanna Mambelli (25 novembre), Spadino dice alla collega "mi fa un male un piede guida tu...". Per i detective è chiaro che Spadino ha già in mente di uccidere Deanna con la siringa. Di farle "esplodere il cuore", come ha scritto il medico legale nella sua relazione dopo l’esame cadaverico.
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Le segnalazioni e le parole dei colleghi di Luca Spada
I militari non danno un attimo di respiro a Spadino fin dall’estate 2025. Quando arrivano le prime segnalazioni dal 118. "Succedono cose strane...". Da lì comincia il tamburo su Spadino. Gli inquirenti (il 25 ottobre 2025) sentono una sua collega alla Croce Rossa, Martina: "In tutti quei turni Spada era presente. In un caso la morta era la madre di una dottoressa...". Martina è sospettosa: "Dopo un decesso, il 12 settembre, nella tasche da lavoro di Spada ho trovato un bisturi senza involucro e una siringa priva di ago... ero esterrefatta.. non è assolutamente usuale che un soccorritore abbia un bisturi e una siringa...".
Dopo la morte di Deanna, gli investigatori sentono anche la collega di Spadino che guidava l’ambulanza, Ester: "La prima volta però ometteva di dire dettagli importanti... aveva paura delle ritorsioni di Spadino..." scrivono i carabinieri. Che poi sul caso di Deanna sentono Federica, infermiera del 118, e ancora una volta Martina, assieme a un altro collega della Croce Rossa, Federico. Tutti dicono che Spadino aveva "quella siringa da 20ml...".
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Le telecamere tolte col cacciavite
Dopo il caos per la morte di Deanna, Spadino s’accorge che nell’ambulanza ci sono delle telecamere. Lui stesso le toglierà, con un cacciavite, la mattina dopo. Spada racconta l’episodio a un collega, Radu: "Che ca... ci fa una telecamera lì...". Radu è lo stesso collega con cui Spada al telefono parla di "vecchi seccati". E parla di soldi. Racconta di "un giro d’affari coi morti...". "Amore hai lasciato il biglietto da visita?", chiede Elena, compagna di Spadino. Biglietto da visita? "È qualcosa legato ai soldi", dicono i detective.
Le agenzie funebri, i soldi in nero, le lapidi
Spadino "collabora con diverse agenzie funebri". Prende soldi in nero. Installa anche le lapidi. Parla al telefono di "200 euro per ogni viaggio... se fai dieci funerali a settimana e fai 7mila euro al mese...". Dove sono questi soldi? Non c’è traccia di transazioni. "Il giro d’affari c’è, ma è tutto in nero..." dicono in procura.
I militari un movente lo cercano. In un omicidio, in teoria, un movente può non esserci. Ma forse qui serve. "Movente psicologico? Può essere", dice il procuratore. Spadino come ’angelo della morte’? Se non emerge la traccia materiale dei soldi e il giro d’affari "nei viaggi funebri", sarà questo il movente, per l’accusa: Spadino come serial killer ’buono’, "per non far soffrire quei poveri vecchi...".
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