Accoltellato a morte in macelleria nel condominio dell’orrore: “Tragedia annunciata”
L’esterno del condominio La Ravegnana teatro dell’omicidio (Salieri)
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Forlì, 8 aprile 2026 – Una microcomunità. Ventidue appartamenti, quindici abitati, popolati da circa 40 persone. Cinque piani, tappezzati di mattoni rosso tramonto e balconi di vetro bugnato, con segmenti di marmo ad addobbare il solo piano terra. Teatro dell’omicidio. Il condominio ’La Ravegnana’ – classico falansterio anni Sessanta-Settanta, monumentale e spigoloso –, al civico 81 dell’omonima strada s’affaccia sulla laterale Pompeo Randi, a cento metri – andando verso il centro – dalla chiesa parrocchiale di Santa Maria del Fiore, è il fulcro della tragedia di ieri notte.
“Il macellaio? Una persona educata e sorridente”
I suoi residenti sgaiattolano via. In pochi si fermano. Qualcuno scruta dai balconi. “In effetti ho sentito qualcosa stanotte, un paio di urla. Non riuscivo a capire, poi ho pensato che fosse la televisione accesa, visto che ero in dormiveglia”, dice Giorgio Laghi. Tutti quanti lo conoscono bene il macellaio, che ha aperto la sua halal ’Mzab’ circa tre anni fa. “Una persona perbene, educato, sorridente”, dicono al bar lì vicino dove l’uomo va quasi ogni mattina a fare colazione.
Alcuni passanti: “C’era da aspettarselo, qui c’è un viavai strano...”
L’ingresso del negozio è fettucciato dalla striscia biancorossa della polizia, come luogo del delitto. A decine, i passanti rallentano, si fermano, chiedono: “Un omicidio!”. I più restano sconvolti. Qualcuno invece abbozza una smorfia: “Me l’aspettavo, qui tutte le sere c’è un viavai che dire strano è poco...”.
“Una tragedia annunciata, ci sono sempre immigrati che bivaccano”
Sulla stessa lunghezza d’onda è il pensiero di Bruno: “Non si può andare avanti così. Io abito poco distante e ogni volta che la sera porto il cane fuori ci sono sempre dei gruppi di immigrati che bivaccano ovunque. Questa è una tragedia annunciata. E se non si farà qualcosa, lo stesso succederà in via Mazzini, in corso Garibaldi, in piazza delle Erbe”.
Il macellaio non si vede. Dopo averlo avvertito nel cuore della notte, è stato subito portato in questura dagli inquirenti. Contro di lui non ci sono elementi per coinvolgerlo in questo omicidio. Ma certo qualcuno i due tragici contendenti li ha fatti entrare, lunedì notte, o forse lunedì sera. Chi? Gli indizi sono tutti contro il titolare della macelleria. Che è nei guai, ma non rischia nulla, a meno che non emergesse che la vittima fosse un clandestino. E a meno che venga fuori che l’uomo ospiti immigrati nel suo negozio e si faccia pagare in nero. Tutto ciò è al vaglio degli inquirenti. Poi al piano terra del palazzone, sulla vetrata della macelleria, gli agenti della squadra mobile di corso Garibaldi appongono l’avviso che il negozio è penalmente sequestrato. La gente defluisce. Piano piano lo spazio resta solo una vetrata con un foglio di carta appeso a cui nessuno fa più caso.
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