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Lo chef dell’ex ct Mancini rientrato con un volo militare dal Qatar: “Che paura i bombardamenti”

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15.03.2026

Lo chef di Apiro Mauro Santori e l'ex ct della nazionale di calcio italiana Roberto Mancini

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Macerata, 15 marzo 2026 – “Finalmente a casa! Mai come stavolta – confessa Mauro Santori – e sì che di viaggi ne ho fatti tanti, questo ritorno mi ha reso così felice”. Apirano, 54enne, chef del ristorante I ponti sul Lago di Cingoli, Santori è il cuoco di fiducia di Roberto Mancini, l’ex ct della Nazionale che a Doha, capitale del Qatar, allena l’Al Sadd "ancora primo in classifica – puntualizza – dopo la ripresa del campionato fermo per due turni".

Con Mancini e il suo staff tecnico di connazionali Santori, dallo scorso novembre a Doha, è potuto ripartire in aereo per l’Italia. "Laggiù ancora bombardano, la situazione resta molto preoccupante, noi dovremmo ripresentarci nell’ultimo giovedì di questo mese: siamo sotto contratto, a causa della guerra il rapporto durerà fino a maggio".

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Guerra e bombardamenti, il racconto dello chef

La guerra, i bombardamenti. "Un’esperienza incredibile, da brividi. La paura? Massima il primo giorno: si parlava di attacchi, ma la sorpresa è stata terrorizzante. Io ero in casa, come Roberto e lo staff ho un appartamento: ci ritrovavamo all’Hotel Messalia dove avevo a disposizione la cucina con un cuoco italiano da tempo lì. Preparo i pasti per la squadra: piatti particolari per i giocatori arabi, per gli altri che sono spagnoli e brasiliani soddisfacevo ogni richiesta".

La ricetta preferita dai calciatori

La ricetta più gettonata? "Rigatoni pasticciati, cotti al forno con ragù di carne, besciamella e parmigiano: laggiù provvedersi di prodotti italiani è facile, si trova tutto, basta pagare".

Finché, ecco i patemi. "Meno male che avevo fatto un’abbondante spesa – ammette Santori – perché uscire era problematico: eravamo bloccati a domicilio, lasciavo l’abitazione per fare quattro passi lì intorno, ma rientravo subito".

Il ritorno in Italia con un aereo militare

Quindi, le formalità per il ritorno in Italia. "Abbiamo effettuato la prenotazione all’ambasciata italiana di Doha, che ci ha dato la notizia della disponibilità d’un aereo militare. Lasciata Doha in pullman, siamo arrivati a Riad: un giorno di sosta, e alle 11.30 in 96 siamo saliti sull’aereo atterrato alle 21 a Pratica di Mare. Ho preso il treno a Roma, sono arrivato a Jesi dove mi aspettavano con l’auto per riportarmi a casa".

Ora si prospetta il ritorno a Doha. "Francamente – riflette – non so cosa sarà deciso: fosse per come si stava prima del conflitto, ripartirei sicuramente. Staremo a vedere". Nel ristorante, tutti a chiedergli dei bombardamenti. "Mi fanno sentire quasi un redivivo!". 

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© il Resto del Carlino