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A Doha con il ct Mancini. Lo chef Santori: “Vogliamo tornare a casa”

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02.03.2026

Da sinistra, Giuseppe e Mauro Santor

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Doha (Qatar), 2 marzo 2026 – “Sono rinchiuso nella mia residenza. E non vedo l’ora – ammette Mauro Santori, contattato via cellulare – di poter tornare a casa”. Santori, originario di Apiro, chef del ristorante “I ponti” sul Lago di Cingoli, con il fratello Giuseppe direttore di sala e la mamma Dina in cucina, è il cuoco di fiducia di Roberto Mancini, già ct dell’Italia e adesso allenatore dell’Al Sadd di Doha, la capitale del Qatar. Mancini ha già voluto l’amico Santori per preparare i pasti dei giocatori, quando in Inghilterra ha guidato il Manchester City vincitore di campionato e Coppa, e in Russia allo Zenit di San Pietroburgo.

“Dallo scorso novembre sono con Roberto (Mancini; ndr) a Doha, risiedo in un’abitazione come lui e i giocatori – spiega Santori – ritrovandoci per il ritiro in albergo prima delle partite. Difatti avrei dovuto già preparare il pranzo per la gara di martedì, l’Al Sadd è primo in classifica, Roberto dettaglia con molta premura e particolare attenzione il menu per ogni cena, colazione e pranzo, poi io eseguo soddisfacendo l’appetito dela squadra”.

Invece il programma è saltato. “Il campionato è sospeso e – precisa Santori – siamo tutti bloccati, aspettando che ci mandino a casa. Ancora per qualche giorno, niente spazio aereo disponibile. Francamente, la paura è tanta...”. E comprensibile, anche perché provocata dai bombardamenti. “Quando si è verificato il primo, stavo in una delle stanze di casa – racconta Santori – vicino alla porta della cucina: ho avvertito un grosso scuotimento dell’ambiente, pensavo che si fosse verificato un terremoto. Ho acceso il televisore e dal notiziario di Rai24 ho saputo tutto quello che stava succedendo. Contiamo di potercene andare via il prima possibile. Ma qui niente è prevedibile, non avrei mai immaginato di trovarmi in una situazione del genere. Mi faccio coraggio, sono al sicuro, sperando di poter lasciare presto Doha”.

Nel ristorante, i familiari di Santori sono fiduciosi. “Con Mauro – dice il fratello Giuseppe – ci sentiamo di frequente, deve stare in casa, dice che gli piacerebbe uscire per mangiare una pizza in un locale vicino a dove abita, gestito da un italiano. Ma ora serve massima prudenza. Noi lo aspettiamo e quando tornerà serviremo una bella pizza a lui e a Roberto”.

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