Omaggio al Pirata, tifosi da tutta Italia: “Il ricordo di Marco è sempre vivo in noi”
Cesenatico, 15 febbraio 2026 – I tifosi di Marco Pantani ieri si sono ritrovati a Cesenatico per testimoniare il loro amore nei confronti del campione morto il 14 febbraio 2004 a soli 34 anni. La giornata grigia e la pioggia non hanno favorito un afflusso eccezionale, tuttavia sono molti gli appassionati che hanno raggiunto la città natale del campione, provenienti da tutta Italia. Molti hanno scelto di darsi appuntamento direttamente la sera nella chiesa di San Giacomo sul porto canale, dove la famiglia di Marco ed i tifosi del Club Magico Pantani hanno organizzato una messa.
Ancora tanti tifosi per Marco, dopo 22 anni
A distanza di 22 anni da quel tragico giorno di San Valentino, ci sono ancora i tifosi irriducibili che vogliono ad ogni costo tornare a stringersi e vivere questa giornata attorno alla famiglia Pantani. La maggior parte sono uomini e donne che in gioventù si sono innamorati del «Pirata» negli anni Novanta e lo hanno sempre sostenuto anche nei giorni bui delle infamanti accuse che lo hanno portato alla prematura e ingiusta fine, dalla clamorosa ed ingiusta sospensione dal Giro d’Italia del 5 giugno 1999 a Madonna di Campiglio, sino al decesso nel residence Le Rose di Rimini il 14 febbraio 2004. Ma ci sono anche tanti giovani.
I luoghi che ricordano Marco sono lo Spazio Pantani, il museo multimediale gestito dai genitori del campione nell’area della stazione ferroviaria di Cesenatico dove un tempo c’era il magazzino merci, la tomba mausoleo nel cimitero di Cesenatico centro, la statua eretta in piazza Marconi che raffigura il campione mentre scala una montagna, la vicina piadineria appartenuta a mamma Tonina in viale Torino e l’ultima casa di Marco in via Fiorentina nel quartiere di Sala, dove tuttora abitano i genitori ed alcuni familiari. Ha quasi dell’incredibile quante persone siano molto legate al ‘Pirata’, le quali testimoniano il loro attaccamento al campione in tutte le corse e in ogni occasione.
Sono persone che chiedono giustizia per quel clamoroso raggiro di Madonna di Campiglio, perpetrato da una organizzazione criminale legata alle scommesse clandestine, che è riuscita a scambiare le provette dei prelievi per il test antidoping; sino alla parabola discendente che ha portato il campione a rifugiarsi nella cocaina e negli antidepressivi, per non vivere una realtà che gli faceva troppo male.
Fra gli irriducibili romagnoli c’è Vittorio Savini, grande amico di Marco Pantani e fondatore dello storico club a lui dedicato: «Il ricordo è sempre vivo, Marco è con noi, vive nei nostri pensieri ed io. Ricordiamo e riviviamo sempre i primi anni in cui il nostro campione muoveva i primi passi nelle categorie giovanili. Siamo in tanti ad aver voluto bene a Marco e non lo dimenticheremo mai, è nel nostro cuore e la storia dirà che è stato un esempio per il ciclismo. Allo Spazio Pantani ieri hanno fatto gli straordinari Serena Boschetti, nipote di Marco Pantani, e Chantal Magnani, una delle sue principali collaboratrici, che hanno accolto molti tifosi e appassionati, nel luogo che è diventato il punto di riferimento per scoprire il mondo del ciclismo degli anni Novanta.
