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Piccolo muore prima di nascere, tragedia per una giovane coppia: lo scoprono arrivati in ospedale

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23.03.2026

L’ingresso dell'ospedale Franchini di Montecchio Emilia dove si è consumata la tragedia per una giovane coppia

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Una tragedia immensa ha colpito una giovane coppia residente nel territorio di Casina: il loro primogenito è morto prima di nascere, al termine di una gravidanza che sembrava procedere regolarmente. Ieri mattina si sono svolti i funerali del bimbo mai nato, sepolto nel piccolo cimitero della frazione di Cortogno. La tragedia si è consumata la scorsa settimana.

La futura mamma, ormai al nono mese e prossima al parto, ha avvertito contrazioni e dolori addominali, ma soprattutto ha percepito che qualcosa non andava: il feto appariva meno attivo e i movimenti le sono sembrati anomali. In preda all’angoscia, ha chiesto al marito di accompagnarla con urgenza all’ospedale Franchini di Montecchio. La donna era seguita dai servizi sanitari del Distretto Ausl montano, ma aveva scelto di partorire a Montecchio per la qualità del percorso nascita e dell’accoglienza offerti dalla struttura. Al Franchini non era mai stata visitata, ma vi si è recata pensando che fossero iniziate le doglie e che fosse arrivato il momento del ricovero. I medici del reparto di Ostetricia e Ginecologia l’hanno immediatamente sottoposta agli accertamenti necessari, compreso il tracciato per rilevare il battito cardiaco del feto.

Esami che, purtroppo, non hanno lasciato spazio a speranze: i sanitari hanno potuto soltanto constatare che il bambino era già morto in utero. Le contrazioni sono poi proseguite e la donna ha partorito il piccolo ormai privo di vita. Un dolore devastante per i due giovani genitori, che avevano già preparato tutto per l’arrivo del loro bimbo, un maschietto. Medici e ostetriche del Franchini li hanno assistiti in quelle ore tragiche, offrendo sostegno psicologico immediato, e poi fornendo indicazioni sui percorsi da intraprendere per affrontare ed elaborare un lutto tanto assurdo.

La famiglia - il papà originario del Montenegro, la madre italiana - vive poco fuori dall’abitato di Cortogno, sulla strada che conduce a Paullo. Si è trasferita da poco in una casa immersa nella natura e non è ancora molto conosciuta in paese.

L’Ausl spiega che si è trattato di un caso di Mef, "Morte endouterina fetale": un evento che, nonostante i grandi progressi della medicina e il miglioramento dell’assistenza ostetrica, continua purtroppo a verificarsi con una frequenza non trascurabile. Tra le cause più comuni vi è il distacco della placenta, evenienza che non può essere prevenuta e che talvolta si manifesta con dolori addominali facilmente confondibili con le normali contrazioni del travaglio.

In Emilia-Romagna il tasso di nati-mortalità è da anni stabile intorno al 3-3,25 per mille, in linea con quello della maggior parte dei Paesi industrializzati: in termini assoluti, significa che circa 100-115 gravidanze all’anno si concludono con la morte in utero del feto. In provincia di Reggio il dato è leggermente inferiore, tra il 2,5 e il 2,6 per mille, pari a 10-12 casi l’anno, "a conferma - spiegano dall’Ausl - della buona qualità e organizzazione dell’assistenza ostetrica nella nostra provincia".

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