Diga di Vetto, i paletti di Atersir. Raffica di osservazioni al progetto: "Necessità d’acqua sovrastimata. Bassi i costi di gestione previsti"
Possibile sovrastima del fabbisogno d’acqua pulita della Val d’Enza nei prossimi decenni e sottostima dei costi di gestione del "sistema" Diga di Vetto. Il vero beneficio per i cittadini deve essere calcolato come risparmio economico tra il trattamento delle acque di falda (spesso nella nostra pianura contaminate da alti livelli di nitrati) e quello dell’acqua dell’invaso, oltre ai minori costi energetici dovuti al prelievo in quota e non dal sottosuolo. Sono le più importanti osservazioni al Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DocFap) sull’invaso presentate insieme a Ireti ed Arca dall’Atersir, l’Agenzia regionale per i servizi idrici ed i rifiuti.
Si tratta di valutazioni abbastanza in linea a quelle già presentate, nell’ambito della fase di Dibattito pubblico dell’inter dell’opera, dalla Regione e dall’Autorità di bacino distrettuale del Po. Insomma, a fronte dei cambiamenti climatici che ormai nessuno può negare - periodi siccitosi prolungati ed eventi atmosferici estremi -, e del costante aumento del fabbisogno l’ente rileva che i calcoli sul deficit idrico potrebbero essere troppo pessimistici. Le........
