Effetto Iran, Emil Banca si attrezza: "Pronti a mutui con cap e dilazioni"
Il presidente di Emil Banca, Gian Luca Galletti e la sede dell’istituto di credito
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di Cristina Degliesposti
Cap ai tassi d’interesse sui mutui, dilazioni e rinegoziazioni. Se la situazione economica mondiale dovesse compromettersi a causa del conflitto nell’area del Golfo, Emil Banca ha già pronto un ventaglio di strumenti da mettere in campo per mettere al riparo i correntisti.
Gian Luca Galletti, presidente di Emil Banca e vicepresidente della Federazione delle Bcc dell’Emilia-Romagna, è un ’momentaccio’ che si ripropone con fin troppa frequenza?
"Tutto dipenderà dalla durata di questa guerra, ad oggi è difficile fare previsioni. È chiaro che, se dovesse durare, comporterebbe un ulteriore aumento del costo del gas e del petrolio, quindi del trasporto e delle assicurazioni marittime che si riverserebbe subito sul prezzo delle merci e sui prezzi al consumo".
Dobbiamo ancora riprenderci dall’ultima ondata di rialzi dei mutui e dei prezzi.
"È uno scenario molto pericoloso in un momento in cui le economie europee crescono dello zero-virgola: andremo incontro a un aumento dell’inflazione se non a una stagflazione. In Germania in un mese l’inflazione è passata da 1.6 a 1.7".
La preoccupa di più l’impatto sulle famiglie o sulle imprese?
"Dal punto di vista della mia banca, le famiglie sono quei soggetti che potrebbero essere particolarmente colpite in futuro. E dobbiamo fare le stesse manovre di qualche mese fa: cap ai tassi d’interesse, applicandolo per alcune particolari categorie anche a posteriori e una dilazione dei mutui acompagnata da rinegoziazione".
Qual è la differenza rispetto agli effetti della guerra russo-ucraina?
"Stavolta non possiamo immaginare né la durata, né la profondità del conflitto anche in termini di confini geografici. Da Hormuz passa non solo il petrolio europeo, ma anche quello asiatico. È chiaro che oggi ci vuole un’Europa forte, per questo condivido e apprezzo le parole del presidente Abi Patuelli dei giorni scorsi: occorre un nuovo Pnrr e più agevolazioni pubbliche per le imprese, anche se comporta più debito che, in questo scenario, è il problema minore".
L’aumento dei tassi dalla Bce è certo?
"Se le cose continuano così è chiaro che ce lo aspettiamo, ma di fatto riflette quello che già c’è sul mercato. Spero in un fronte comune tra banche, imprese e istituzioni. Nel 2025 Emil Banca ha investito oltre 3milioni nel territorio e siamo piccoli".
Teme nuovi prelievi sugli extraprofitti delle banche?
"Le banche hanno sempre dato: Ires e Irap sono maggiori di altre imprese. Il problema non è pagare una tassazione maggiore, ma mantenere solidità patrimoniale ed economica delle banche. Dalle banche passa l’economia sana, indeboloirle non vuol dire fare bene al Paese".
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