"Conto in pericolo", finto maresciallo fa versare 14mila euro
Il comandante della stazione dei carabinieri di San Severino Massimiliano Lucarelli
Articolo: Si finge maresciallo, per truffare un’anziana
Articolo: Finto carabiniere si fa dare soldi e gioielli
Articolo: Truffa da 10mila euro con il finto maresciallo
Gli arriva una chiamata dal numero del comando dei carabinieri di Macerata: "Il suo conto corrente è sotto attacco". Uno si spaccia per maresciallo dei carabinieri e dal conto di un 57enne di San Severino spariscono quasi 14mila euro. Denunciato per truffa un 49enne, di origini napoletane, già noto alle forze dell’ordine. La vittima, come si diceva, un uomo di 57 anni. L’indagine dei carabinieri è scattata dopo la denuncia da parte della vittima. Le indagini, condotte attraverso il tracciamento meticoloso delle operazioni bancarie, hanno permesso di risalire all’intestatario di una carta Postepay Evolution, su cui era confluita l’intera somma sottratta al 57enne. Il truffatore ha utilizzato una combinazione di due tecniche informatiche. La prima è lo "smishing", ovvero l’invio di messaggi di testo ingannevoli per allertare la vittima su presunte anomalie bancarie; la seconda è il "caller ID spoofing", decisamente pericoloso, ovvero la manipolazione del numero di telefono che compare come chiamata in arrio. In questo caso, sul display della vittima era apparso il numero reale del comando provinciale dei carabinieri di Macerata. Un sedicente maresciallo dei carabinieri ha convinto l’uomo che il suo conto corrente fosse sotto attacco e che per mettere in salvo i risparmi fosse necessario trasferirli immediatamente su un "conto sicuro" a suo dire. La vittima ha eseguito un bonifico istantaneo di 13.900 euro. I carabinieri raccomandano la massima attenzione e invitano a seguire queste linee guida per non cadere nelle trappole dei cyber-truffatori. È necessario diffidare pure dai numeri "familiari". Grazie alla tecnica del Caller ID Spoofing, i truffatori possono far apparire sul display il numero di caserme, banche o uffici postali. Mai fidarsi del nome o del numero che compare sul cellulare. E poi è bene ricordare che le forze dell’ordine non chiedono denaro. I carabinieri e la polizia o altri non chiederanno mai di effettuare bonifici, pagamenti o trasferimenti di denaro su carte prepagate per "mettere al sicuro" i beni. Se qualcuno riceve una chiamata sospetta da un ente ufficiale, è bene che riagganci immediatamente e contatti il 112. Attenzione anche ai link negli sms.
© Riproduzione riservata
