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Colf e badanti "fantasma”: contratti in regola ma zero tasse per anni. Nascosti 2,5 milioni di guadagni

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19.03.2026

Un’anziana a passeggio accompagnata dalla badante (foto archivio)

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Pesaro, 19 marzo 2026 – Colf e badanti regolarmente assunte ma totalmente invisibili al Fisco: 51 lavoratrici scoperte, oltre 2,5 milioni di euro nascosti e più di 350mila euro di tasse non pagate. È un sistema silenzioso ma diffuso quello portato alla luce dalla Guardia di Finanza di Pesaro e Urbino, che riguarda un mondo apparentemente in regola, ma solo a metà.

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Contratti esistenti e contributi versati

Perché i contributi venivano versati, i contratti esistevano, ma al momento di fare i conti con il Fisco, tutto spariva. L’operazione, avviata a novembre scorso e ancora in corso, ha individuato 51 collaboratori domestici, tra colf e badanti, completamente sconosciuti all’erario. Non perché lavorassero in nero, ma perché, pur percependo redditi superiori alla soglia esentasse, non hanno mai presentato la dichiarazione dei redditi dal 2019 al 2024.  Il risultato è oltre 2,5 milioni di euro di guadagni occultati e un’imposta evasa stimata in più di 350mila euro.  

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Il meccanismo: lavoratori formalmente assunti, con contributi previdenziali versati dai datori di lavoro, ma senza alcun adempimento fiscale personale. Una zona grigia che ha permesso di sfuggire ai controlli per anni. Il profilo dei soggetti coinvolti è abbastanza omogeneo: in gran parte donne tra i 40 e i 60 anni, provenienti soprattutto dall’Est Europa. In alcuni casi i compensi hanno superato i 100mila euro complessivi, segno di attività continuative e ben remunerate. 

Durante i controlli è emerso anche un caso di indebita percezione del reddito di cittadinanza, incassato da un nucleo familiare nonostante entrate non dichiarate.   Determinante è stata l’incrocio delle banche dati, grazie anche alla collaborazione con l’Inps e  l’Agenzia delle Entrate. Un lavoro di analisi che ha permesso di individuare chi risultava “in regola” sul piano contributivo ma completamente assente sul fronte fiscale. Ora l’Agenzia delle Entrate avvierà gli accertamenti, con l’obiettivo di recuperare le imposte evase. Alcuni dei lavoratori coinvolti, però, hanno già iniziato a regolarizzare la propria posizione, pagando spontaneamente quanto dovuto prima delle contestazioni formali.

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© il Resto del Carlino