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Botte al capotreno alla stazione di Brescia: il questore valuta l’espulsione dall'Italia di un rifugiato politico

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02.03.2026

Una Volante all'esterno della stazione di Brescia (Fotolive)

Per approfondire:

Articolo: Lite a bordo. Aggredito il capotrenoArticolo: Pugno in faccia alla capotreno, si valuta l’espulsione al posto della condanna. In aula la viceconsole del Senegal

Brescia, 2 marzo 2026 – Un rifugiato politico 30enne di origini nigeriane, pregiudicato, è stato denunciato per i reati di porto illegale di armi, minacce, oltraggio e violenza a pubblico ufficiale, dopo avere aggredito un capotreno e avere interrotto il viaggio del convoglio su cui entrambi si trovavano.

Le indagini e la cattura

È accaduto a gennaio e solo dopo qualche settimana gli agenti della polizia Ferroviaria sono riusciti a risalire a lui. Sono servite attente indagini e la visione delle immagini di videosorveglianza installate nella stazione ferroviaria di Brescia.

L’aggressione

La violenza si è scatenata quando l’uomo è stato controllato e trovato senza biglietto. Il capotreno gli ha chiesto di scendere. A quel punto il nigeriano è andato in escandescenze sotto gli occhi degli altri passeggeri, passando dagli insulti all’aggressione fisica.

L’intervento della Polfer è stato rapido e puntuale. Lo straniero è stato fatto scendere dal convoglio e accompagnato negli uffici della Questura, dove è stato inizialmente denunciato per resistenza e violenza ad incaricato di pubblico servizio. Le altre accuse sono state formalizzate nelle scorse ore.

Il Questore della Provincia di Brescia Paolo Sartori, in considerazione della gravità di quanto accaduto e della pericolosità sociale del soggetto, ha immediatamente sollecitato la competente Commissione Territoriale per i Rifugiati a revocargli lo status di Asilo Politico, in modo da poter poi emettere nei suoi confronti un ordine di allontanamento dal territorio nazionale, con conseguente espulsione e trasferimento nel Paese di provenienza.

Il questore 

 “Anche questo gravissimo fatto di violenza richiama ancora una volta l’attenzione sulla necessità di garantire la sicurezza del personale che quotidianamente opera a bordo di treni ed autobus in servizio di trasporto urbano pubblico – ha evidenziato il questore Sartori –. Episodi simili non possono essere tollerati: chi opera sul territorio al servizio della Comunità non può essere fatto oggetto di atti violenti da parte di chi ha ripetutamente dimostrato di non voler accettare le leggi e le comuni regole di convivenza, mettendo altresì in pericolo l’incolumità dei passeggeri”.

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