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Da Davidino, a cena nella capitale dei single: “Basta coppie a sorteggio. La gente chiede lunghe tavolate”

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17.03.2026

Davidino Marsili

Per approfondire:

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Milano – “Abbiamo più donne che uomini prenotati”. “Ma non è che alla fine le donne disdicono perché si vergognano e ci ritroviamo con troppi uomini?”. Dialogo durante l’organizzazione della serata “Diversamente single“ promossa nel ristorante “Da Davidino“ di Davidino Marsili, imprenditore cinquantaduenne romano, a Milano dal 1999. Nel locale di via Fratelli Bronzetti propone serate a tema tra cui questa dedicata ai “non accoppiati“ che desiderano fare conoscenze. Delle perle rare oppure no, nella città in cui il 57% dei nuclei familiari è composto da una sola persona? Lunedì prossimo, 23 marzo, ci sarà il terzo appuntamento.

Questi appuntamenti sono degli speed date?

“No. Li trovo noiosi. Non voglio che ci sia uno schema rigido da seguire, in cui ci si siede a coppie e ci si conosce a rotazione. Avevo pensato a un sorteggio a inizio serata, in cui le coppie vengono scelte dal caso e cenano insieme. Ma, alla fine, le prime due serate hanno preso delle pieghe del tutto inaspettate”.

Cioè?

“Le persone hanno poco gradito gli abbinamenti formati. Così, anziché restare ai tavoli definiti, hanno unito i tavoli creandone uno solo. Io, prima che tutto cominciasse, sono stato bombardato di richieste... Ragazze che mi chiedevano di non essere abbinate a “sconosciuti troppo in là con gli anni“, comitive che non volevano separarsi. Così ho detto: sapete che c’è? Facciamo un’unica tavolata e ognuno parla con chi vuole. La gente chiede questo: di passare una serata allegra, senza troppe regole da seguire, di avere la possibilità di conoscere qualcuno dal vivo, lontano dalle app. Se scatta la scintilla, bene. Altrimenti pazienza”. 

Approfondisci:

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Quanti sono i posti?

“Sono 65. Ma tra chi disdice e chi si aggiunge, alla fine si riesce sempre ad avere un numero pari. Per pareggiare, qualcuno lo si trova sempre. Anche io sono single, per dire... Posso partecipare alla tavolata”.

Quale fascia di età hanno i partecipanti?

“Over 35 anni. Alcuni hanno una separazione alle spalle, altri hanno collezionato storie finite male o non si sono mai legati a nessuno”.

E i prenotati sono più donne o uomini?

“Donne. Hanno più propensione a mettersi in gioco, a “buttarsi“ in questa esperienza che è subito dal vivo, senza il filtro iniziale della conoscenza attraverso uno schermo”.

Cosa si fa durante le serate?

“Si cena, si ascolta musica, ci si conosce ma c’è anche un sessuologo che risponde alle domande. Questo è molto apprezzato”.

Si sono formate coppie?

“Nelle prime due serate, affinità ci sono state. Ma è presto per dirlo. Nella mia esperienza di 5 anni da ristoratore, però, ho visto nascere una coppia una cena dopo l’altra”.

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