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L’ambasciatrice palestinese: “Non ci sarà mai pace ignorando i nostri diritti”

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25.06.2026

Un uomo palestinese siede fuori da un negozio mentre soldati israeliani pattugliano il mercato nella Città Vecchia di Nablus, nella Cisgiordania settentrionale

Per approfondire:

Articolo: Rutte svela: “Dalle basi Usa in Italia partiti 500 voli per l’Iran”. Il ministero della Difesa: “Autorizzate solo attività tecniche e logistiche”Articolo: Chi è Mark Rutte, il segretario della Nato maestro del compromesso che loda Trump e si prepara alla guerra con la Russia

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Dall’inviato a Roma – L’ambasciatrice Mona Abuamara siede nel suo ufficio al primo piano della Delegazione generale palestinese a Roma. Sul laptop la bandiera palestinese, alle spalle le foto di Yasser Arafat e Abu Mazen. Prima di arrivare a Roma nel 2025 ha diretto per quattro anni la rappresentanza diplomatica palestinese in Canada: vanta un curriculum accademico tra Medio Oriente e America. La sua storia incarna quella del suo popolo. Nata in Libano, ha vissuto nel campo profughi Beddawi di Tripoli. È tornata in Palestina dopo gli accordi di Oslo. “Ma mia nonna e mia zia sono ancora in Libano. Mio padre è stato trasferito con la forza da Giaffa a Gaza. Da lì è partito per andare a studiare all’estero rimanendo profugo dopo il 1967, mentre la sua famiglia subiva molte perdite a causa dei bombardamenti israeliani”.

È difficile vivere così, incomprensibile per chi sta in Italia.

"Sì, è molto difficile. Io ho vissuto tutte le condizioni che Israele impone ai palestinesi: esilio, occupazione, bombardamenti, traumi. Ma la nostra esistenza è la migliore resistenza. Vogliono che ci arrabbiamo, che reagiamo, vogliono presentarci come il problema. Raccontare semplicemente la verità su ciò che accade e restare nella nostra terra è il massimo che possiamo fare in questo momento”.

È mattina e il sole di Roma inonda la terrazza della Delegazione, mentre lo sguardo vola sulle Terme di Caracalla. Il palazzo fu concesso nel 2009 dal sindaco Alemanno: a inaugurare vennero l’allora ministro Frattini e il Presidente dell’Anp Abu Mazen. La chicca è il grande giardino mediterraneo: agavi giganti, pini, palme. E gatti. Sono nati qui, in questo pezzetto di Palestina in pace al centro della Città eterna. E non si muovono, e chi li muove.

Un rifugiato palestinese si trova accanto alle auto distrutte vicino alla casa della sua famiglia nel campo profughi di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, il 24 giugno 2020

Ambasciatrice, nel memorandum tra Iran E Stati Uniti non si parla della Palestina. Vi sentite di nuovo abbandonati?

"La Palestina è la nostra causa. Per risolverla, deve esserci una voce palestinese nell’accordo. E questo è un accordo tra Iran e Stati Uniti. Quindi, sentirsi abbandonati, no. Ma la stabilità nella regione non sarà mai costruita ignorando i diritti dei palestinesi. Qualunque cosa pensino Israele o gli Stati Uniti nel fare accordi di pace con diversi Paesi e aggirando la........

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